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POLITICA

Dal colle di Sant'Antonio alla Cattedrale la celebrazione diocesana del Corpus Domini

Ad oltre 300 fedeli della diocesi lametina, è stato conferito il mandato di ministri straordinari dell’Eucaristia

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Venerdì 16 Giugno 2017 - 11:30

Ad oltre 300 fedeli della diocesi lametina, è stato conferito il mandato di ministri straordinari dell’Eucaristia nel corso della celebrazione diocesana del Corpus Domini, che si è svolta nella serata di ieri con la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Luigi Cantafora sul colle di Sant'Antonio, con la partecipazione di sacerdoti e religiosi da tutta la Diocesi,  e a seguire la processione verso la Cattedrale con l’ostensorio.
Circa mille fedeli da tutta la comunità diocesana hanno partecipato alla solenne funzione che ricorda e celebra il mistero della Presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Molti gli ammalati le persone con disabilità, accompagnati dai volontari dell’Unitalsi, per i quali il Vescovo ha espresso un pensiero particolare all’inizio della celebrazione, invitandoli a trovare nel pane eucaristico il vero sostegno nella loro situazione di sofferenza accanto alla consolazione delle sorelle e dei fratelli.
«Il pane eucaristico ci ricorda ciò che è essenziale, cioè che la nostra esistenza è interamente dipendente da Dio. Il pane è sì frutto del lavoro dell’uomo, ma soprattutto della benedizione di Dio. L’uomo sente fame, ma questa fame non può essere solo saziata con il cibo ordinario, perché noi abbiamo fame di vita, d’amore, di eternità – ha detto il Vescovo nell’omelia sottolineando il legame tra la comunione al corpo di Gesù e la comunione fraterna perché “l’Eucaristia non è un nutrimento “per me”, ma per tutti e quindi è il cibo che ci unisce come fratelli, è il sacramento della comunione. La comunione con il Signore include anche i fratelli e sorelle nella fede, tutti coloro che fanno parte del corpo di Cristo. E questo corpo ha molte membra. Spesso queste membra sono sofferenti, afflitte, orfane, povere.  Per questo la comunione con Signore allarga, estende, abbraccia la famiglia umana, ogni uomo e donna di ogni condizione, lingua popolo e nazione, uniti dal prezioso corpo e sangue di Cristo Gesù. Signore, ti chiediamo di fare di noi un popolo di fratelli, solidali nel bene. Signore, guarisci in noi la “memoria malata” che deforma la realtà e non si accorge dei doni ricevuti».
La celebrazione è stata animata da 12 cori della Diocesi insieme alla corale diocesana “Benedetto XVI”, diretti da Sara Saladino e accompagnati dall’orchestra del Liceo Campanella. Ai cori diocesani e ai ministri straordinari, l’invito del Vescovo ad essere consapevoli «del vostro compito che è quello di portare il Signore: attraverso la lode gli uni, attraverso la preghiera e il pane eucaristico gli altri».
Subito dopo la Santa Messa, il Vescovo ha benedetto con l’ostensorio gli ammalati presenti sul piazzale del Santuario. Quindi ha avuto inizio la processione, con la partecipazione dei Terz’ordini, delle confraternite e delle tante associazioni ecclesiali della Diocesi, del Sindaco e dei rappresentanti dell’amministrazione comunale. Gesù è passato per le strade del centro della città benedicendo, portando speranza, richiamando tutti all’unità e alla fraternità che derivano dalla comunione all’unico Pane. La funzione si è conclusa in Cattedrale con la solenne benedizione eucaristica.




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