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CRONACA

Corruzione in Prefettura, annullato il sequestro dei beni per i due indagati Renda e Lucchino

La decisione del tribunale della libertà 

Corruzione-in-Prefettura-annullato-il-sequestro-dei-beni-per-i-due-indagati-Renda-e-Lucchino
Domenica 10 Settembre 2017 - 9:35

Annullato il sequestro dei beni da parte del Tribunale della Libertà di Catanzaro disposto nel procedimento per corruzione contro una funzionaria della Prefettura di Catanzaro, Nerina Renda, e l'imprenditore lametino Salvatore Lucchino (difesi dagli avvocati Aldo Ferraro e Antonella Pagliuso).
I due indagati il 28 luglio scorso erano finiti ai domiciliari, al centro di un'inchiesta della Procura catanzarese in cui si contesta alla prima di avere partecipato attivamente a due gare di appalto del 2014 e 2015 nell'interesse di Lucchino, adottando atti contrari ai suoi doveri d'ufficio, e al secondo, (gestore della cooperativa Gianal che si occupa di accoglienza) di avere "pagato" quell'interessamento "svendendole" un intero immobile alla modica cifra di 2.000 euro e facendo delle promesse di aiuti economici a favore della figlia della funzionaria.
In sostanza, secondo l'accusa, la Renda avrebbe favorito Salvatore Lucchino ad instaurare una convenzione con la Prefettura per la gestione del servizio dei migranti richiedenti asilo. L'immobile, sito a Feroleto Antico, venne sequestrato e Nerina Renda e Salvatore Lucchino vennero posti ai domiciliari in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip su richiesta della Procura. 
Il 13 agosto scorso il Tribunale della Libertà, accogliendo il ricorso degli avvocati Ferraro e Pagliuso, ha annullato la misura cautelare personale, ritenendo mancanti i gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati, di cui è stata disposta l'immediata scarcerazione. È di ieri, invece, il secondo annullamento: i giudici del Riesame hanno annullato la misura cautelare reale così come chiesto dai legali, accogliendo le tesi difensive secondo le quali non si trattava di una "villetta" svenduta da Lucchino, ma di un rudere di circa 100 metri quadrati (su 3 livelli) situato a Feroleto Antico, che Nerina Renda aveva acquistato nel 2015 da una società (e non da Salvatore Lucchino).




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