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CRONACA

Il sindaco Mascaro deluso all'uscita dalla Prefettura lancia ombre sulle conseguenze dello scioglimento del consiglio comunale in ottica Sacal

Il primo cittadino ha sottolineato che qualora dovesse arrivare lo scioglimento sarà pronto a presentare ricorso al Tar e continuare il suo sciopero della fame.

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Martedì 21 Novembre 2017 - 17:37

E’ un fiume in piena il sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro. Dice a giornalisti più di quanto sia riuscito a dire davanti ai rappresentanti della commissione d’accesso (il prefetto Latella, il tenente colonnello Greco, e colonnello della Guardia di Finanza Ravasi) arrabbiato e deluso al termine dell’incontro che è durato praticamente un’ora (la maggior parte della quale trascorsa fuori dall’ufficio del prefetto mentre la commissione era riunita) durante il quale, in buona sostanza, al sindaco di  Lamezia è stata semplicemente notificata la richiesta di scioglimento del consiglio comunale della città della Piana.
Secondo quanto riferito da lui stesso nessun contradditorio sulla documentazione che il sindaco aveva portato a supporto della sua attività. Forse la cosa più importante è quella che Paolo Mascaro dice alla fine del lungo incontro con i giornalisti «se volevano prendersi la Sacal questo era l’unico modo e probabilmente ci riusciranno».
Il riferimento del sindaco è al fatto che in caso di scioglimento il Comune di Lamezia sarebbe rappresentato nella partecipata da un commissario. Prima di questo Paolo Mascaro ripete ciò che dice da giorni: «Lo stato di diritto in Calabria o a Lamezia Terme è finito. Trovo in tutta questa vicenda ancora più vergognoso che il presidente di un’altra commissione (Rosy Bindi ndr) anticipi in maniera trionfale l’esito di una istruttoria ancora aperta. Un procedimento che passerà alla storia non solo come il più vergognoso per le modalità con cui si è consumata ma anche come il più veloce. C’era fretta – prosegue il primo cittadino - di togliere di mezzo Paolo Mascaro poiché anche gli stessi boss, nell’intercettazione dell’operazione Crisalide dicono chiaramente che non avrebbero votato per il sottoscritto. C’era fretta di togliere di mezzo Paolo Mascaro perché era un sindaco senza padrini né padroni e per questo poco gestibile da tutti. La ferita che si infierendo al comune di Lamezia farà sanguinare lo stato di diritto e l’intera Calabria». Il primo cittadino ha sottolineato che qualora dovesse arrivare lo scioglimento sarà pronto a presentare ricorso al Tar e continuare il suo sciopero della fame.

Giulia Zampina




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