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POLITICA

«Gli agricoltori non possono abbandonare i campi e chiudere le aziende per non aver affrontato la calamità dei cinghiali»

Coldiretti chiama in causa la Regione, e questa mattina un animale trovato morto a Soverato sui binari

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Sabato 14 Aprile 2018 - 12:7

«Non si può più attendere, occorre un'azione decisa contro il definitivo abbandono delle attività agricole da parte di molti agricoltori» continua a chiedere la Coldiretti alla Regione Calabria  evidenziando  una «insostenibile devastazione dei campi, con centinaia e centinaia di ettari di raccolti distrutti in diversi comuni della Calabria, dove i cinghiali sono ormai fuori controllo con una densità di animali per ettaro al di sopra del sopportabile dall'uomo e dalla natura e con enormi pericoli (i casi sono molti) per l’incolumità pubblica. Come se non bastasse, c’è anche il diffondersi della commercializzazione di carne in nero, priva di qualsiasi garanzia di carattere sanitario come testimoniano alcuni rapporti delle ASP che certificano casi di epizozie dannose per la salute umana e per gli allevamenti».

Secondo l'organizzazione di categoria «questa crescita abnorme ha portato ad un sovrappopolamento di esemplari, che si sono dovuti allontanare dalle zone boschive alla ricerca di cibo, occupando anche centri abitati e creando enormi problemi anche alla biodiversità», ultimo caso questa mattina quando i vigili del fuoco del comando provinciale di Catanzaro sono intervenuti a Soverato,  in località Russomanno, per la rimozione di una carcassa di cinghiale che, dopo essere stato investito da un treno, era rimasto disteso sui binari della tratta ionica ferroviaria TA/RC.
«Le inefficaci iniziative della  Regione (poche, sporadiche e improvvisate)  - dichiara Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria – non hanno risolto il problema , anzi si è acuito sempre di più.  Il danno in atto è evidente, come dimostrano per esempio  50 aziende della provincia di Vibo Valentia e Catanzaro, che costituitesi nel  “Comitato per il contenimento del cinghiale e difesa del territorio” rischiano di essere prossime alla chiusura.  Chiediamo perciò ancora alla Regione che è indispensabile intervenire in maniera risolutiva trattando l’argomento come una calamità, perché di questo si tratta»




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