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ARTE E CULTURA

Fittante propone il secondo piano del Chiostro San Domenico come sede di documenti sparsi tra diversi immobili comunali

Progetto da presentare all’avviso riguardante il Programma  a sostegno del Sistema Bibliotecario Calabrese - Pac 2014/2010/Azione 6.7.1.

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Lunedì 09 Luglio 2018 - 12:10

«Per evitare il continuo stillicidio di notizie riguardanti l’inagibilità (vedi per ultimo il Tribunale), credo sia opportuno provvedere ad una puntuale ricognizione dello stato degli edifici e delle strutture pubbliche: Scuole, Uffici, Biblioteca, Spazi per attività Culturali e Sportive», chiede Costantino Fittante, presidente del centro “riforme – democrazia – diriti” al presidente della terna commissariale, Francesco Alecci, se non fosse che tale obbligo è vigente già dal 2013 con l'elenco degli immobili che ogni amministrazione deve pubblicare in amministrazione trasparente, aspetto su cui in via Perugini si è fermi appunto al 2013 (certificando 21 immobili non accatastati, tra cui in primis proprio gli uffici comunali).
Tra piano delle priorità, piano delle opere pubbliche, Agenda Urbana, gli uffici comunali e la terna avrebbero dovuto poi già espletare con atti pubblici la richiesta di Fittante di «una ricognizione che indichi quali carenze presentato e gli interventi necessari e programmati o programmabili per renderli agibili a tutti gli effetti e secondo le finalità cui sono destinati».
Da ciò Fittante sollecita il Comune a partecipare all’avviso riguardante il “Programma  a sostegno del Sistema Bibliotecario Calabrese - Pac 2014/2010/Azione 6.7.1.” perché «a Lamezia ci sono due realtà  non più tollerabili per le condizioni ambientali in cui versano, le cui problematicità possono trovare soluzione  utilizzando razionalmente l’Avviso ragionale con i relativi finanziamenti» sostenendo che «all’atto dello scioglimento dei Centri Servizi Culturali all’epoca costituiti dalla Cassa per il Mezzogiorno, tutto il materiale documentale, riviste, ecc. del Centro di Lamezia è stato consegnato al Comune. Si trova ammassato nel sottotetto della biblioteca comunale nelle sala cosiddetta “del forno”» mentre «i documenti (fascicoli, delibere, ecc.) di Lamezia Terme dalla data della sua costituzione, giaciono nello scantinato dell’edificio sede degli Uffici del Sindaco e dell’Aula Consiliare. Ma non è ordinato e catalogato e, soprattutto, è privo di protezione da polvere e topi».
Fittante così indica come “forza lavoro”  «gli studenti degli Istituti Superiori della nostra Città (soprattutto i Licei “F. Fiorentino” e “Campanella”) per realizzare, d’intesa con il Comune, progetti di “studio e lavoro”» e sede il secondo piano del Complesso “San Domenico”, «utilizzando i tanti  spazi esistenti, adeguatamente attrezzati in modo da rendere agevole la fruizione a ricercatori e semplici cittadini interessati a indagare e conoscere la storia della nostra Città, in parte rappresentata dalla documentazione custodita negli archivi».




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