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CRONACA / Percepirono finanziamenti ministeriali, ma la Ntm nell'area ex Sir non aveva neanche un capannone

I finanziarieri scoprono una truffa per milioni di euro con sede a Lamezia ma ramificata in tutta Italia

Giovedì 06 Marzo 2014 - 14:5

Di GIANLUCA GAMBARDELLA
Nuova azienda fantasma nell'area industriale lametina scoperta dalla Guardia di Finanza nel corso dell'operazione “Assi pigliatutto”, ma della produzione prevista dalla New Technology Machining (Ntm) non vi è stata ombra se non i contributi incassati, con corsi di formazione, consulenze e forniture mai effettuate dal 2006 (nonostante le dichiarazioni della società) né un capannone acquistato o eretto nell'area ex Sir.

Il centro hp7 avrebbe dovuto portare avanti lo studio, sviluppo e realizzazione di vari supporti per alimenti (cucchiaini in materiale biodegradabile per distributori di bevande calde, tappi in sughero o altro materiale), ma in realtà lha Guardia di Finanza ha trovato solo un macchinario arrugginito in capannone abbandonato (il cui proprietario non è indagato al momento) nell'area ex Sir e capitale sociale irrisorio.

In Procura il Comandante provinciale della Finanza, il Procuratore ed il Comandate nucleo polizia tributaria presentano le 11 misure cautelari (2 obblighi di dimora nel comune di residenza per i responsabili dell'azienda, 9 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria per chi ha emesso le false fatture o documentazione per favorire l'illecito arricchimento) che hanno coinvolto 18 persone tra Lazio, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Puglia, Calabria (ma nessuno di Lamezia, nonostante la sede dell'indagine sia proprio la città della piana) ed il sequestro della società al centro dell'indagine.

Nella relazione iniziale del Procuratore il sequestro preventivo per truffa aggravata e frode fiscale viene quantificato in una somma equivalente tra i beni degli stessi coinvolti, dato che la società aveva ottenuto un contributo di 10 milioni di euro dal Ministero dello Sviluppo Economico, già incassati in prime due trance per poco meno di 4 milioni dal 2007 al 2009 (la fase precedente del reato è caduta in prescrizione essendo passati più di 7 anni), anche se da accertamenti si è denotato che il personale impiegato fosse inferiore a quanto previsto e non formato, con irregolarità contabili per ottenere i finanziamenti. Inoltre il programma di industrializzazione viene dichiarato come concluso nel 2008, nonostante non fosse mai iniziato, con contratti preliminari di acquisto di immobili e terreni tra Lamezia e la provincia di Reggio Calabria, ma al 2013 la Ntm non ha mai avuto una sede per avviare il centro hp7 nonostante l'avesse dovuto fare entro il 30 aprile 2009.

La truffa è stata così compiuta tramite fatture e documentazioni false, con principali indagati Paolo Morroni (amministratore della società, legale rappresentante della Prosea), figlio di Bruno (titolare dello studio di consulenza), a cui è stato imposto l'obbligo di dimora.

Altre protagonisti sono a Roma dove i funzionari della banca concessionaria e del ministero, certificano con un sopralluogo il fittizio perfetto funzionamento dell'azienda, inesistente, facendosi anche da tramite con altri imprenditori per ottenere fatture false per giustificare la copertura dei finanziamenti ottenuti illecitamente. Inoltre la Ntm era riuscita a costituirsi un indebito credito d'imposta di circa 1,7 milioni di euro.

Tra gli indagati anche i soci della Ntm Roberto Lingua e Daniela Santagati, che deliberano falsi aumenti di capitali, con la Santagati che cedeva un capannone a Scilla all'azienda, rigirando la stessa cifra come aumento di capitale alla società, ma anche il docente universitario Vincenzo Tagliaferri (reo di aver prodotto una falsa relazione rivelatasi poi nel corso delle indagini prodotto da “copia/incolla” di tesi universitarie), e Domenico Temperini, già salito agli onori delle cronache per la vicenda Idi all'interno della stessa area ex Sir.

La lista degli indagati a vario titolo è così composta da:

  • Morroni Paolo;
  • Morroni Bruno;
  • Lingua Roberto;
  • Santagati Tommaso;
  • Santagati Daniela;
  • Santagati Rosalba
  • Mantovani Elis Adriano;
  • Convertini Francesco;
  • Di Lonardo Arnaldo;
  • Cena Pasquale;
  • Sanclemente Gianluigi;
  • Pauselli Giovanni;
  • Temperini Domenico;
  • Buonafede Filippo;
  • Scrivani Andrea;
  • Gorra Michele;
  • Tagliaferri Vincenzo;
  • Postorino Antonella Claudia;
  • Gasparini Mauro Pietro.

AGGIORNAMENTO 22 AGOSTO 2014

E' stato emesso un decreto di archiviazione dell’intero procedimento dal GIP in cui ha portato alla restituzione di tutte le somme sequestrate ma che ha chiarito l’inidoneità a sostenere l’accusa in giudizio.







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