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«Non possiamo permetterci di creare un’altra cattedrale nel deserto, con il Carlei monito alle nostre spalle, realizzato nell’arco di 20 anni ed utilizzata solo in modo marginale» (VIDEO)

Visita al cantiere del nuovo palazzetto del presidente della federazione volley calabrese, Carmelo Sestito, ed il tecnico dell'italvolley femminile, Davide Mazzanti

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    Di GIANLUCA GAMBARDELLA
    Se in settimana si dovrebbero sbloccare almeno in parte le chiusure degli impianti sportivi lametini (per la piena agibilità e ritorno alla normalità ci vorrà ancora del tempo), il futuro degli eventi di livello nazionale passa però da via del Progresso, porta di accesso della città e sede del cantiere del nuovo palasport, la cui capienza compresa tra 3501 e 5000 posti (a seconda dell’allestimento e dell’uso del terreno di gioco) farà dell’impianto che sta realizzando la Ferraro Spa un punto di riferimento regionale.
    In tal ottica il presidente della federazione volley calabrese, Carmelo Sestito, ed il tecnico dell’italvolley femminile, Davide Mazzanti, questa mattina hanno iniziato la propria tappa calabrese (pomeriggio corso di aggiornamento a Soverato) partendo proprio dal cantiere lametino insieme, oltre al rumore di gru ed operai in azione nel montare l’intelaiatura della copertura, a rappresentanti delle società pallavolistiche cittadine (lo stesso Ferraro è presidente della squadra di serie B1 femminile, che però gioca a Pianopoli da qualche anno per la chiusura del Palagatti) ed ai responsabili istituzionali (sindaco Mascaro ed assessore Cicco). Strappata la promessa poter avere la presenza di una partita della nazionale femminile di volley tra i primi eventi aperti al pubblico (indicazioni di tale genere erano sorte anche da altre federazioni come quella di futsal), l’attenzione è andata subito allo stato dei lavori e ai tempi di consegna: già chiesta la possibilità al Ministero e Regione di avere un’ulteriore proroga rispetto al termine del 31 marzo (diktat da seguire essendo l’opera finanziata con 14 milioni di fondi Pisu durante l’amministrazione Speranza), la stima fornita dai rappresentanti della società e quelli istituzionali è di 6 mesi, arrivando così ad aprire al pubblico il nuovo palazzetto per la prossima stagione agonistica. 
    Nel frattempo bisognerà stilare un piano di gestione ed affidare la stessa, che riguarderà anche il parcheggio dello stadio Carlei (abbandonato a sé stesso ed ormai con tutti gli ingressi spalancati ad eventuali fenomeni di vandalismo): la viabilità a servizio dell’impianto avrà come accesso la complanare della statale dei Due Mari, con accesso pedonale per il pubblico dal parcheggio del Carlei (i lavori potrebbe essere affidati alla stessa Ferraro dal Comune come variante compresa nei fondi Pisu), mentre atleti ed addetti ai lavori avranno un percorso riservato che condurrà alla parte posteriore del palasport (altra strada parallela e dedicata sarà quella per forze dell’ordine ed ambulanza).
    Nonostante la mole dell’impianto, nel progetto in essere si è cercato anche di ridurre i costi di gestione (anche se sia la stima di 30.000 euro per i parcheggi indicata nella convenzione Provincia – Comune, che quella complessiva di 150.000 euro avanzata da qualche fronte son state ritenute al momento eccessive e contenibili anche in un totale di attorno ai 75.000 euro, ma l’indicazione ufficiale arriverà solo tramite atto amministrativo del Comune), come quelli per il riscaldamento ed illuminazione (modulare, con predisposizione anche sotto il terreno di gioco, per poter essere attivato solo per quanto necessario), predisponendo già un numero maggiore di spogliatoi, locali di servizio (arbitri, pronto soccorso, magazzini, ospitalità, sala stampa, etc) per poter ospitare più eventi in serie. Anche la copertura in teflon non avrà necessità di ulteriore dispiego di energie, e solo nelle ultime fasi prima della consegna definitiva dell’opera ci sarà l’ordine relativo a parquet o taraflex, tabellone luminoso ed altri aspetti per spettatori e giocatori differenti però in alcuni casi a seconda dello sport praticato. Confermata anche la possibilità di poter ospitare concerti e spettacoli dal vivo, come ulteriore fonte di interesse nel coprire i costi, ma il tutto non dovrebbe avere tempi celeri dovendo prima far partire la gestione il cui eventuale contributo comunale andrà a gravare sui bilanci futuri (dal 2020 in poi).
    A questo punto non è escluso che, dopo un 2018 in cui per la chiusura degli impianti a Lamezia le società sportive si sono trovate costrette a chiedere ospitalità a pagamento in giro per la Calabria, l’opportunità non muti la direzione, con società obbligate a mantenere impegni strutturali (vedasi i campionati di pallavolo di Superlega o serie A) a migrare a distanza di un’ora dalla propria sede legale virando su Lamezia Terme.
    «Lamezia ha una tradizione di pallavolo, ma può essere il cuore sportivo dell’intera regione potendo essere raggiunta da quasi l’intera popolazione calabrese nell’arco di un’ora», rilancia così il sindaco Mascaro, «la collocazione del palazzetto è proprio vicino ad arterie importanti di viabilità, evitando di congestionare il traffico in città. Per questo valuto questa visita non solo simbolica ma anche di buon auspicio».
    Marzo sarà un mese complesso per via della corsa contro il tempo per approvare il bilancio, ma sull’ambito del futuro bando di gestione Mascaro non nasconde che «entro il 31 marzo oltre ai lavori sarebbe dovuto essere completato anche l’iter di affidamento dell’opera, ma nella richiesta di proroga avanzata alla Regione abbiamo fatto presente le difficoltà avute. Già un tracciato è delineato dalla proposta progettuale con cui è stato affidato l’appalto, ma questo di certo sarà un bando di affidamento separato da quello che dovrà essere valido per gli altri impianti sportivi».
    Il monito del cittadino è però chiaro: «non possiamo permetterci di creare un’altra cattedrale nel deserto, con il Carlei monito alle nostre spalle, realizzato nell’arco di 20 anni ed utilizzata solo in modo marginale». 

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