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Il Fondo Sambiase candidato ad essere recuperato tramite i finanziamenti regionali

Costituito da 1472 unità archivistiche, i cui estremi cronologici sono 1818-1996, non è ordinato ed è articolato in serie

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Approvato mercoledì l’apposito regolamento, il Comune di Lamezia Terme può ora partecipare al bando regionale anche per la linea riservata agli archivi storici.

Il progetto “Innovare e Valorizzare 1818/1899, Fondo Sambiase – Archivio Storico del Comune di Lamezia Terme” richiede 20.000 euro da finanziamento regionale (che sarà usato quasi in toto per il compenso ad operatori archivistici per attività inerenti la ricognizione, ripolitura, spolvero, sistemazione e la corretta collocazione del materiale archivistico e per la schedatura informatizzata e digitalizzazione del patrimonio), cui aggiungere 4.500 euro corrispondenti all’utilizzo del personale assegnato al servizio e spese per acquisto scaffalatura, etichette e scatole.

Nel formulario viene spiegato che il progetto «intende occuparsi specificatamente del subfondo del Comune di Sambiase che, prima di essere unificato insieme agli altri nel Comune di Lamezia Terme, fu casale di Nicastro, del quale seguì le vicende feudali. Nel 1799 venne riconosciuto Comune nel Cantone di Nicastro dall’ordinamento amministrativo del Generale Championnet, nel 1807 fu fatto Luogo nel Governo di Sant’Eufemia del Golfo e nel 1811 fu posto a capo di Circondario. Dall’ultimo censimento disponibile sul portale del SIUSA – Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche, risalente al 2006, risulta che il Fondo Sambiase è costituito da 1472 unità archivistiche, i cui estremi cronologici sono 1818-1996, non è ordinato ed è articolato in serie, all’interno delle quali sono stati descritti sia il carteggio che i registri presenti nelle diverse categorie».

Da aprile ad agosto saranno 5 le fasi previste:

  1. Ricognizione ed individuazione della documentazione prodotta negli estremi cronologici: 1818-1899: Gli operatori archivistici effettueranno una ricognizione finalizzata alla realizzazione del mezzo di corredo archivistico (elenco di consistenza) che rileva tutte le serie conservate nell’archivio; tale attività si rende necessaria per programmare interventi futuri quali azioni di schedatura e riordino. La ricognizione è la “fotografia” dell’archivio nello stato in cui si trova e l’immagazzinamento di tali dati ci permetterà di stabilire anche la consistenza e gli estremi cronologici dettagliati e, soprattutto, quelli di interesse del progetto, ovvero 1818-1899. Questa fase prevede il riconoscimento dello stato dell’arte del fondo in esame e sarà necessaria per valutare anche lo stato di conservazione materiale del bene documentale dell’Archivio Storico e, qualora necessario, saranno segnalate alla Soprintendenza Archivistica della Calabria le eventuali azioni di recupero delle singole unità archivistiche danneggiate.
  2. Ripulitura, spolvero: le attività di tutela e conservazione passano dal rendere il bene documentale un bene fruibile che rispetti tutte le normative stabilite dal Codice dei beni culturali che garantisce all’operatore ed al fruitore una normale consultazione senza rischi che minacciano la salvaguardia del bene e la sicurezza sanitaria del operatore/fruitore; il tutto avverrà con l’utilizzo di materiale di conservazione quale Faldoni e Buste perfettamente a norma e di moderna produzione, il tutto verrà conservato in apposite scaffalatura che garantiranno una catalogazione di facile consultazione.
  3. Ordinamento e condizionamento: si procederà, quindi all’ordinamento degli atti prodotti negli estremi cronologici 1818-1899. Il materiale archivistico selezionato sarà riposto nelle unità di condizionamento. Tale operazione consisterà nel ricomporre il carteggio in fascicoli ai quali sarà apposta l’indicazione relativa a titolo, classe e sottoclasse del Titolario di classificazione già in uso presso l’Archivio Storico di Catanzaro.
  4. Inventariazione e indicizzazione delle unità archivistiche con il software Archimista: una volta effettuata la fascicolazione, il materiale sarà inserito nell’indice informatico che sarà costituito per mezzo del supporto informatico Archimista. Quest’ultimo è il software basato sugli standard internazionali sia per la descrizione, riordinamento ed inventariazione di archivi storici sia per la consultazione e interrogazione delle sue base dati.
  5. Fruibilità del patrimonio documentale: l’uso del software di catalogazione del patrimonio documentale allarga gli orizzonti della fruibilità in quanto, nell’ottica di una futura apertura dell’Archivio Storico e di appositi servizi rivolti all’utenza, sarà possibile effettuare: consultazione dei documenti come disciplinato dalle norme contenute nella L. n. 241/1990 e successive modificazioni, nonché da D. lgs. 281/1999 e da regolamento interno; erogare consulenza e supporto nell’attività di ricerca da parte di personale specializzato e adeguatamente formato sulla conoscenza dei fondi archivistici presenti; creazione dell’interoperabilità dei dati digitali con il Sistema Archivistico Nazionale (SAN)

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