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Tra impossibilità di aumentare il personale e norme Covid-19 l’origine delle file davanti il distretto sanitario lametino foto

In merito alle file d’attesa davanti al distretto sanitario di Lamezia Terme, l'associazione Senza Nodi dà la propria lettura

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In merito alle file d’attesa davanti al distretto sanitario di Lamezia Terme, l’associazione Senza Nodi dà la propria lettura, rimarcando che «l’Asp di Catanzaro ha 3 distretti sanitari: Lamezia Terme, Soverato e Catanzaro. Lamezia Terme ha 5 poli: oltre a Lamezia stessa ci sono Soveria Mannelli, Nocera, Martirano e Maida. Per questi 5 poli ci sono 26 infermi, il 60% ha limitazione al lavoro, e ci sono 14 amministrativi distribuiti nelle 5 sedi. Per quanto riguarda il personale medico/specialistico molto è affidato a personale definito sumaista, cioè quei medici che hanno convenzione con l’ASP per un determinato numero di ore, ma non sono dipendenti. Tra medici sumaisti e non molti sono andati in pensione e negli anni mai sostituiti. Un DCA del 2015, del Commissario Scura, ha bloccato le ore di specialistica al 2008 (badate bene, nemmeno al 2015 quando è stato redatto, ma al 2008), pertanto le ore a disposizione sono molto limitate mentre l’utenza negli anni è aumentata».

Mente l’Asp di Catanzaro da dicembre ha dichiarato dissesto, e più recentemente ha deliberato un piano del fabbisogno del personale che prevede più pensionamenti che assunzioni nei prossimi 3 anni, l’associazione continua a puntare il dito contro altri: «nemmeno davanti all’emergenza Covid 19 la Regione Calabria ha inteso impugnare una scellerata decisione dell’allora Commissario Scura e consentire a seri professioni di lavorare in serenità ed altri di poter entrare a far parte di un gruppo di medici atto a fornire ai cittadini le prestazioni che meritano. Insomma, è sempre una “grande disattenzione”, quella che penalizza l’utenza della sanità a Lamezia Terme».

Si sostiene poi che «dall’inizio della pandemia da coronavirus la struttura ha tentato di attivare canali privilegiati per dare risposte a richieste di tipo burocratico amministrativo, e spesso anche con carattere di urgenza è stato possibile effettuarle con mail o attraverso chiamata telefonica. Si è proseguito così anche per la parziale riapertura delle attività come la scelta del medico o del pediatra, la richiesta di accesso a servizi sanitari territoriali, quali Adi e assistenza residenziale riabilitativa, il rilascio della tessera sanitaria, l’erogazione dei presidi per diabetici e nefropatici. Il rinnovo Ticket per reddito (E01 – E02 – E03 – E04) è stato rinviato dal MEF al 31 luglio».

Le alternative fino al mese scorso esistevano, quindi, ma non pochi hanno optato per continuare a recarsi di personale presso il distretto che apre alle 8,15 e chiude al pubblico alle 11.

Altro passaggio che l’associazione decide di sottolineare è «che le caratteristiche della struttura, ormai obsoleta da tempo, consentono un’attesa all’interno della stessa di 20 persone, perché si possa operare nel rispetto delle regole previste dalle prescrizioni per il Covid 19. Coloro che attendo all’interno possono stare seduti e fare triage in attesa del loro turno».

Si reputa che «rispettando le regole imposte dal Covid, ma che sono le stesse che dovremmo rispettare in condizioni di normalità, per un quieto vivere civile, altre cose sarebbero facilmente evitabili. Inoltre, un pensiero sereno verso chi lavora all’interno della struttura sta operando va fatto, perché comprendere che dal 2015 che non si fanno assunzioni e non si sostituisce personale, vuol dire capire in che condizioni lavora e come la Regione Calabria sta trattando questo territorio». Ma gli enti che decidono sono la terna commissariale ed il commissario al piano di rientro.

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