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L’assessore Gargano si confronta con la commissione cultura in vista dell’arrivo sabato del sottosegretario Orrico

Per i beni culturali a mancare non sono le idee, o le strutture da rimettere in regola e riempire di contenuti, quanto i soldi per poterlo fare

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In vista dell’incontro che si avrà sabato con il sottosegretario alla cultura, Anna Laura Orrico, l’assessore comunale Giorgia Gargano ha voluto dialogare con la commissione consiliare per confrontarsi su eventuali temi da avanzare alla rappresentante del Governo.

L’occasione, ha spiegato la componente della giunta Mascaro, è stata quella di portare incontri nel giardino esterno al reparto di psichiatria in collaborazione con l’Asp, con un cartellone già stilato fino ad ottobre ora messo in standy tra Covid e cambio di responsabile del dipartimento, oltre alle ultime notizie di cronaca che hanno riguardato il reparto per tramite di un proprio paziente che hanno messo in difficoltà anche l’organizzazione stessa sanitaria.

Il 1 agosto intanto ci sarà il primo appuntamento in ospedale, preceduto da un incontro in Comune con il sottosegretario per presentare la collaborazione ma anche avanzare le richieste di attenzione da parte del Governo.

La prima questione sollevata dalla Gargano è quella del complesso di San Domenico, specificando che «il museo è aperto solo grazie all’amministrazione comunale che fornisce personale, unicum rispetto alle altre attività del polo museale, ma il decreto ministeriale non può riguardare l’intera struttura, con una situazione di legittimità da dover regolare e chiarire tra le parti. Senza passaggi in avanti Lamezia, come Vibo, avrà il museo chiuso». Non si esclude così, se ci sarà abbastanza tempo, di portare la stessa Orrico all’interno del complesso di San Domenico o dei beni culturali al momento non messi in rete.

«Per il parco archeologico da creare tra Bastione, Abbazia, scavi di Terina l’iter era pronto ma sotto la commissione straordinaria c’è stato il blocco di tutti i passaggi, ma l’impianto di videosorveglianza come quello elettrico sono stati danneggiati, e non può essere il Comune ora a trovare altri 50.000 euro», chiarisce la Gargano, concentrandosi poi sul futuro: «servirebbero altri 500.000 euro, che il Ministero non ha, per continuare la campagna di scavi all’Abbazia, così come con 1 milione di euro potremmo avere tra i beni comunali Palazzo D’Ippolito. Fondi che il Comune però non ha».

Chiamata poi a rispondere anche su Palazzo Blasco e Palazzi Panariti, inagibili a livello documentale, la Gargano sostiene che «passata la parte tecnica ci sarà da dover trovare una destinazione ed una gestione stabile», accogliendo anche l’ipotesi di sposare la candidatura di Tropea come candidata a capitale della cultura 2022 ritagliandosi nel calendario dell’anno un ruolo per le proprie offerte esistenti.

In sintesi a mancare non sono le idee, o le strutture da rimettere in regola e riempire di contenuti, quanto i soldi per poterlo fare, ma da via Perugini manca anche la chiarezza su come ed in che tempi si potranno spendere i fondi di Agenda Urbana, oltre al piano triennale delle opere pubbliche che entro il 30 settembre dovrà essere approvato dal consiglio comunale.

In precedenza, in apertura dei lavori, la stessa commissione aveva incontrato una rappresentante della società Arvalia, che gestisce la piscina comunale lametina con contratto che scadrà nel 2024, la quale da tempo ha trovato l’intesa con l’organo di indirizzo politico per rivedere il contratto in essere (oltre che nei termini anche nella durata, dovendo rivedere il piano economico tra effetti del Covid-19 e mancanze burocratiche del Comune che non hanno reso ancora ad oggi agibile al 100% la struttura di via De Sensi), ma che lo stesso non ha potuto fare con la dirigente, avendo ricevuto oggi un appuntamento al 31 agosto che ben poche garanzie dà sulla regolarità delle attività natatorie.

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