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Presentato “Sensibilità poetica lametina – Raggi di sole nella terra dei sogni”

Volume curato da Filippo D’Andrea e Rolando Greco.

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È stato presentato presso gli spazi esterni della tipografia Perri, “Sensibilità poetica lametina – Raggi di sole nella terra dei sogni”, volume curato da Filippo D’Andrea e Rolando Greco.

L’opera si sofferma sulla vena poetica lametina, e raccoglie autori locali, con una breve biografia ed alcuni loro componimenti. Un’antologia di autori del lametino dunque, che hanno pubblicato raccolte di liriche in lingua italiana, rappresentano la sensibilità poetica di un territorio e la volontà di raccontare e raccontarsi.

La serata è stata introdotta e coordinata dallo storico Italo Leone, direttore della collana Calliope della quale fa parte il libro.

«Un’opera importante per la finalità culturale dell’intera collana – ha sottolineato Leone – che mette in risalto la valenza didattica ed umana non di un libro, ma di un veicolo di cultura che racchiude circa 70 anni di produzione, e lo fa attraverso il pensiero di sensibilità lametine e del comprensorio che oggi, naturalmente rappresentano quel necessario raggio di sole e speranza per il futuro del territorio».

Uno dei due autori, Greco, ha subito proiettato i presenti lungo il percorso di conoscenza delle peculiarità dell’opera, partendo dal sottolineare la grandiosa bravura della casa editrice nel creare una lucida sintesi, riuscendo senza carenze alcune, a concentrare la varietà culturale nella essenzialità grafica.

«La copertina raffigurante l’immagine del castello normanno -svevo, è stata scelta – ha continuato l’autore – oltre che per un suo personalissimo legame affettivo con quei luoghi natii, anche e soprattutto, come testimonianza della grandezza della città, che resiste al tempo perché si nutre del tempo storico. Un’opera nata come vibrante omaggio per quegli artisti della parola, purtroppo spesso poco conosciuti che, come minatori, sono scesi nelle segrete gallerie dell’animo, in profondità, per restituire oggi, a noi, la luce della poesia che, metaforicamente, si irradia dal sole che maestoso illumina partendo dal castello, con i suoi raggi, l’intera città. La poesia si presenta come forza liberatrice, anelito riscatto per il futuro».

È stato poi D’Andrea a riflettere e far riflettere sul concetto di «sensibilità poetica lametina che si fa spazio con delicatezza di versi e preponderanza di contenuti, nella pluralità urbanistica, di tradizioni e cultura sociale dell’intera città. Un patrimonio che deve essere conosciuto, tutelato e testimoniato, difendendolo dal rischio di un’omologazione artistica, nel segno della libertà poetica ed espressività locale».

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