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Dal 17 al 30 settembre in mostra “Spiritus Caeruleum” dedicata a Shamsia Hassani

Auspicando ad una futura visita dell’artista in persona in Italia, l’esposizione dispiega le personalissime interpretazioni di circa 20 artisti

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“La forza cromatica del colore azzurro”. Sul filo di questa certezza si presenta a Lamezia Terme, nella Galleria SpazioArte57, la mostra d’arte moderna e contemporanea “Spiritus Caeruleum”.

L’evento affonda le sue radici nelle ben note vicende dell’attualità, il ritiro delle forze armate USA dall’Afghanistan nell’agosto di quest’anno, il conseguente rafforzamento dell’oppressione sulla popolazione civile da parte dei militanti talebani. L’inasprimento delle misure restrittive nei confronti delle libertà e dei diritti si ripercuote significativamente sulle donne e i bambini. Tuttavia, l’arte è uno dei pochi mezzi che donano respiro alla voce degli oppressi.

Uno di questi, o meglio, una di queste, è Shamsia Hassani, street artist, classe 1988, a cui la mostra è dedicata. Auspicando ad una futura visita dell’artista in persona in Italia, l’esposizione dispiega le personalissime interpretazioni di circa 20 artisti invitati a intrecciare la propria ricerca con un soggetto apparentemente semplice, ma non per questo superficiale. Tutt’altro: l’azzurro richiama, nella maggioranza dei casi, e con inequivocabile immediatezza, sommi concetti quali appunto la libertà, il movimento, il sogno, la felicità.

In virtù del suo talento, la graffitista urbana Hassani, lotta per portare al nostro sguardo questi concetti, difendendo i diritti delle donne afghane in una meschina società maschile. Nelle sue opere, eseguite sui muri abbandonati e danneggiati dai bombardamenti, la protagonista è sempre la donna, orgogliosa delle sue passioni, dei suoi desideri, coraggiosa e resiliente, nonostante l’amara realtà di reclusione, isolamento e spesso, di diretta violenza che l’universo femminile subisce in silenzio.

Presentazione fissata per venerdì alle 17, a cura di Armando Canzonieri e Ippolita Luzzo, con letture di Giovanna Villella. Ingresso consentito solo con certificazione GreenPass fino al 30 settembre.

Su di un altro fronte, quello della parola, che nondimeno si mantiene sulla scia dell’immagine, la stessa Galleria SpazioArte57 propone, sempre nei propri locali, un incontro con Alessandro Chidichimo, per presentare Tu, toi, il suo primo testo letterario. Scritto in italiano, calabrese e francese, si pone già per questa sua peculiarità all’incrocio di molteplici influenze e suggestioni. L’autore, italiano, ma residente in Svizzera da una decina d’anni, lavora nella ricerca accademica, ed è specializzato in particolare nella storia della linguistica. Questa è solo la premessa culturale per tracciare un percorso che ci spinge alle implicazioni più critiche e impegnate, quali il diritto allo studio, alla ricerca, allo scambio culturale e alla cooperazione per obiettivi, in una visione aperta che valica i confini di ogni genere, in nome della verità e della libertà. Non a caso sbuca nuovamente quest’ultima parola. La medesima casa editrice del libro, èditions dasein, sorta nel Canton Ticino, in Svizzera nel 2004, pubblica progetti artistici che spesso superano le troppo strette barriere delle classificazioni e delle categorie, per offrire invece uno stimolante supporto dinamico e multi-sensoriale della comunicazione. Tu, toi, quasi un diario, un monologo, una riflessione che da solitaria si amplia, anche se solo idealmente, a quella di centinaia, se non migliaia di professionisti del mondo accademico, costretti ad un’identità fatta di indeterminazione, instabilità e talvolta anonimato, che rispecchia l’odierno senso di precarietà dell’esistenza che le giovani generazioni stanno vivendo.

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