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“La satira politica” di Vittorio Butera aprirà il primo incontro culturale del corrente anno Uniter

Versi inediti, quasi tutti in lingua italiana, e composti nel periodo della dittatura fascista e del secondo conflitto mondiale

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Dopo una pausa forzata a causa del Covid -19, l’Università della Terza Età di Lamezia Terme, presieduta da Costanza Falvo D’Urso, riprende le attività culturali concludendo l’anno sociale 2020-2021 con alcuni incontri che si svolgeranno nella sua sede operativa in via Misiani nel pieno rispetto delle normative vigenti anti-Covid.

Il primo incontro, che avrà luogo venerdì 24 settembre, con inizio alle 18, vedrà la presenza della professoressa Vittoria Butera che relazionerà sul volume, da lei curato, “La satira politica” di Vittorio Butera in versi inediti, quasi tutti in lingua italiana, e composti nel periodo della dittatura fascista e del secondo conflitto mondiale. Il volume è stato pubblicato nel 2021 da Titani Editori con la partecipazione dell’associazione Confluentes e del Centro Studi Vittorio Butera. Nel corso dell’incontro Battista Folino leggerà dei componimenti poetici compresi nell’opera.

Vittorio Butera, essendo un dipendente pubblico e non potendo esternare la sua ostilità al regime fascista, sfoga il suo malcontento nella satira ispirandosi ai discorsi del duce, agli slogan della propaganda fascista, ai fatti del giorno, ai comportamenti delle gerarchie e ai responsabili della repressione nelle provincia di Catanzaro. L’ironia, pertanto, diventa il mezzo di distacco dalla realtà politica attraverso la libertà espressiva dell’arte mitigando i dissapori interiori contro il regime. La corrispondenza dei contenuti satirici con la realtà, filtrata dalla poesia e dall’acume artistico, diventa chiave di lettura storica del tempo. La poesia politica di Butera si articola in una vasta gamma di forme stilistiche e in una significativa modulazione di significati e stati d’animo passando dal riso sardonico al pianto, dall’ironia al sarcasmo e alla demistificazione scurrile.

Vittorio Butera nacque a Conflenti, un paese calabrese alle pendici del Reventino, il 23 dicembre 1877 e morì a Catanzaro il 25 marzo 1955. Scomparsa la madre, a breve distanza dal parto, fu allevato dalla nonna. Dopo aver frequentato le scuole elementari a Conflenti, proseguì gli studi laureandosi in Ingegneria a Napoli nel 1905. Visse in varie città d’Italia: La Spezia, Catanzaro, Messina. Lavorò per qualche tempo a Roma, Palermo, Crotone stabilendosi in seguito a Catanzaro dove fu assunto come ingegnere nell’Amministrazione Provinciale. Nel 1949 smise di lavorare per raggiunti limiti di età e solo allora, sollecitato dagli amici, decise di pubblicare la prima raccolta di poesie Prima cantu e doppu cuntu ( Prima canto e poi racconto). Postume furono pubblicate altre due raccolte: Tuornu e ccantu, tuornu e ccuntu( Torno a cantare, torno a raccontare) nel 1960, Inedite nel 1978.

Le composizioni poetiche di Butera sono tipicamente delle favole in versi che veicolano valori e insegnamenti morali tradizionali scritte nei metri dei favolisti del XVIII e del XIX secolo esclusivamente nel dialetto della sua terra natìa.

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