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“Quando si pensa e si realizza un lavoro cinematografico non bisogna essere schiavi del risultato”

Il film “La Scuola Cattolica”, ispirato all’orribile delitto del Circeo, ha aperto l’ottava edizione del Lamezia International Film Fest

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“Abbiamo lavorato cercando di conoscere, di intercettare le piccole cellule di sentimento in questa terribile storia, nell’intento di contestualizzare il film all’oggi con un significato prevalente che è l’impunità. Nel film c’è l’incomprensione familiare, la famiglia mancata”. Sono le considerazioni di Stefano Mordini, regista del film “La Scuola Cattolica”, ispirato all’orribile delitto del Circeo, che ha aperto l’ottava edizione del Lamezia International Film Fest.

Un avvio dall’ottimo riscontro con il regista che prima della proiezione della pellicola si è intrattenuto col pubblico nel foyer del Teatro Grandinetti, affiancato dal direttore artistico del LIFF8 Gianlorenzo Franzì. “Oggi – ha ribadito Mordini – la problematica della violenza sulle donne è più attuale che mai ma, durante la lavorazione, ho sempre pensato che potesse esserci un altro finale invece che l’epilogo che tutti conosciamo. La morte delle due ragazze, a distanza di vent’anni l’una dall’altra, ha costretto la società a mettersi in discussione e a rivedere anche il codice penale in merito a questi reati”.

A proposito della censura che ancora condiziona la proiezione della pellicola nelle sale, il regista ha asserito: “Il film non dà colpe a nessuno, infatti abbiamo fatto di tutto per mantenere un certo equilibrio. A nostro avviso nelle scene non c’è nulla che possa essere censurato, in ogni caso non abbiamo avuto paura della sfida e abbiamo ricostruito questa inquietante storia. Sono convinto – ha concluso Mordini – che, quando si pensa e si realizza un lavoro cinematografico, non bisogna essere schiavi del risultato”. A conclusione dell’incontro, il direttore artistico Franzì ha consegnato al regista il Premio Ligea, raffigurante la figura mitologica che è l’emblema del festival.

Oggi il LIFF8 dà spazio alla sezione Le lingue del cinema con un focus sulla storia e la cultura della comunità arbëreshë, radicata da secoli nel territorio calabrese. Al tal proposito stasera intorno alle 20 sarà proiettata la pellicola Arberia della regista Francesca Olivieri che sarà presente in sala. La proiezione sarà preceduta da un incontro col pubblico previsto per le 19.30 cui parteciperanno, oltre alla regista, anche l’assessore alla cultura di Maida, Sabrina Fiumara; l’assessore alla cultura di Caraffa, Serena Notaro; Giuseppe Giordano, studioso; il dirigente dell’IC di Maida, Giuseppe De Vita.

Anche oggi proseguiranno le proiezioni in lingua originale a cura dell’associazione culturale UNA. Dopo Nomadland, in programma ieri, oggi alle 18 sarà la volta di Parasite.

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