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Dal Tesoro di Sant’Eufemia all’opera di Claudia Giannuli a conclusione della terza edizione di Ceilings

Foglie bianche in ceramica – o rosa come si vede nell’animazione 3D – occludono gli occhi, intesi quale mezzo di conoscenza del mondo

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Arriva a conclusione la terza edizione di Ceilings, il progetto dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, cofinanziato dalla Regione Calabria con fondi PAC Calabria 2014-2020.

L’ultimo intervento che chiude l’edizione 2020-2021 è quello di Claudia Giannuli, a cui l’artista lavora da maggio e che è stato possibile grazie al lavoro sinergico di docenti e studenti dell’Accademia: i professori Andrea Grosso Ciponte, Lea Urzino e le allieve Michela Intrieri, Maria Gilda Perri e Giorgia Rosi.

L’opera di Giannuli, pensata per il Museo archeologico nazionale lametino e fortemente voluta dalla direttrice Simona Bruni, restituisce simbolicamente un frammento di storia importante a tutto il territorio calabrese.

Nel testo del catalogo generale di Ceilings, Simona Caramia – curatrice dell’intervento e direttore artistico dell’intero progetto – scrive: «Tutte le cose si compiono nasce da un’attenta analisi della collezione permanente del Museo lametino, omaggiando il Tesoro di Sant’Eufemia, composto da un diadema, parti di due o tre collane, terminali di un paio di orecchini a spirale, pezzi di alcune cinture, un anello e frammenti di altri ornamenti appartenenti ad una o più donne ricche. Il tesoro fu realizzato tra il 330 e il 300 a. C. dal “Maestro di Sant’Eufemia”, fu ritrovato nel 1865 e fu venduto al British Museum di Londa nel 1896. L’opera di Giannuli restituisce al Museo una reinterpretazione del diadema, che non vuole e non può essere un’emulazione del prezioso gioiello, ma un interessante spunto per riflettere sulla potenza simbolica degli ornamenti nel passato. Da gioiello punitivo, e per nulla ornamentale, l’opera di Giannuli manifesta il suo potere producendo l’occlusione della vista. Così foglie bianche in ceramica – o rosa come si vede nell’animazione 3D – occludono gli occhi, intesi quale mezzo di conoscenza del mondo, un mondo che proprio nel periodo di lockdown – che ha attraversato questa edizione di Ceilings – abbiamo visto scomparire per mesi, sotto il peso di chiusure, più o meno radicali».

L’opera, ultimata a dicembre, si compone di una video animazione in loop su monitor e da una scultura in ceramica e ottone in teca; l’intervento sarà visibile al Museo lametino dal 25 gennaio alle 10.30 e documentato nel catalogo della terza edizione del progetto.

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