Le associazioni riunite in consulta non soddisfatte della citazione degli atti amministrativi sul Teatro Grandinetti

Si vorrebbe una gestione meno totale e tariffe calmierate in favore di alcune associazioni in vista del bando prossimo a venire

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Alle associazioni riunite in consulta non è piaciuta la risposta data dal sindaco ieri sull’attuale fase del Teatro Grandinetti all’interrogazione presentata dalla consigliera Vitale, con il primo cittadino che ha citato gli atti amministrativi vigenti da mesi ma che vengono ritenuti non soddisfacenti.

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Secondo le associazioni che si riuniscono in consulta «il Teatro Grandinetti non è un edificio qualunque. È l’unico grande teatro comunale della città e rappresenta, per Lamezia Terme, un’autentica eccellenza. Una struttura prestigiosa, bella e importante, che in una realtà di provincia assume un valore culturale ancora più significativo. Proprio per questo la sua gestione non può essere trattata come una questione riservata a pochi, né può essere avvolta da zone d’ombra, silenzi amministrativi o risposte generiche. È necessario chiarire fin da subito un punto, per evitare qualsiasi possibile equivoco: non è in discussione la qualità dell’offerta culturale garantita da Ama Calabria, né il valore del lavoro svolto dall’associazione. La stessa consigliera Vitale non ha sollevato obiezioni su questo aspetto. Il tema dell’interrogazione era un altro e riguardava esclusivamente i metodi adottati dall’Amministrazione comunale, la legittimità dei passaggi amministrativi e la necessità di conoscere gli atti attraverso i quali è stata consentita la prosecuzione della gestione del teatro». La risposta rimane la delibera di maggio con cui si approva il programma per l’anno successivo, con conseguente determina di affidamento ponte dei servizi gestionali all’Ats che da unica concorrente ha visto il triennio di propria competenza finire qualche mese fa.

Secondo le associazioni non sarebbe chiaro quanto scritto in delibera e determina: «alla scadenza della convenzione triennale, avvenuta il 9 maggio, il teatro sarebbe dovuto rientrare nella piena disponibilità del Comune. Era stato più volte affermato che non fosse ipotizzabile una prosecuzione automatica del precedente affidamento. Eppure Ama Calabria ( in qualità di capofila dell’ats In Teatro) avrebbe continuato a occuparsi materialmente della struttura fino al 15 giugno, giorno in cui il Comune ha formalizzato una proroga, che sappiamo non può’ assumere forza retroattiva». Si chiede quindi «a che titolo, dunque, Ama Calabria ha continuato a gestire l’accesso al teatro dal 10 maggio al 15 giugno? Chi l’ha autorizzata ad aprire e chiudere un bene comunale? In forza di quale atto amministrativo ha continuato a operare all’interno della struttura?», risposte che ieri il sindaco ha chiarito proprio citando la delibera di giunta di maggio.

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Secondo le associazioni però il sindaco «non ha fornito una risposta puntuale» perché «nel periodo compreso tra maggio e giugno diverse compagnie e scuole di danza, canto e teatro hanno utilizzato il Grandinetti per i propri saggi, pagando le tariffe richieste. Per questo è indispensabile sapere chi fosse formalmente autorizzato a riscuotere quelle somme, a quale titolo lo facesse e quale fosse, in quei giorni, il rapporto giuridico tra il Comune e Ama Calabria. Su un bene pubblico non possono esistere periodi amministrativamente indefiniti. Non può accadere che qualcuno apra, chiuda, utilizzi o gestisca una struttura comunale senza che sia immediatamente individuabile l’atto che lo autorizza. La trasparenza non è un fastidio, non è una richiesta polemica e non è una gentile concessione dell’Amministrazione: è un obbligo».

Affidamento semestrale per la gestione del Teatro Grandinetti all’Ats della precedente triennale

Altrettanto insoddisfacente viene ritenuta la risposta relativa alla proroga concessa dal 15 giugno: «anche su questo punto erano già emerse perplessità e, secondo quanto evidenziato dalla consigliera, nelle stesse sedi comunali era stata messa in dubbio la possibilità di procedere con un’ulteriore proroga. Su quali basi amministrative è stata disposta?», lamentando anche l’assenza dell’assessore competente poiché «ha certamente pesato sul confronto, perché probabilmente sarebbe stata la figura più adatta a ricostruire nel dettaglio gli atti e le procedure. Ma ciò non può diventare una giustificazione. Il sindaco ha scelto di rispondere personalmente e avrebbe dovuto farlo in maniera completa, soprattutto davanti a un’interrogazione consiliare che chiedeva chiarimenti su un bene appartenente alla collettività».

Per la futura gestione si prende atto che «è stata annunciata la predisposizione di un bando aperto a tutti. Una prospettiva che, in linea teorica, può apparire corretta, ma che non risponde alla domanda sul passato e non affronta fino in fondo quella sul futuro. Durante questi mesi era stata più volte prospettata la possibilità che il Comune riprendesse direttamente la gestione del Grandinetti. Oggi, però, questa ipotesi sembra essere scomparsa».

Il problema diventa poi economico: «il teatro prevede una tariffa di circa 350 euro più IVA per ogni mezza giornata di utilizzo. Considerando una possibile operatività di circa 250 giorni all’anno, la gestione diretta potrebbe garantire al Comune entrate significative. L’affidamento dei soli servizi tecnici e di custodia consentirebbe inoltre di assicurare l’apertura, la chiusura e il funzionamento della struttura senza necessariamente trasferire a un soggetto esterno la gestione complessiva del bene. È un modello adottato anche in altri teatri calabresi: il Comune mantiene il controllo della struttura, mentre professionisti e tecnici garantiscono i servizi necessari. Perché questa possibilità non è stata neppure presa in considerazione? È stata effettuata una comparazione economica tra gestione diretta e affidamento esterno? Esiste uno studio sui potenziali introiti per le casse comunali?».

Di sostenibilità economica si torna subito dopo però a parlare in senso opposto: «un altro punto sul quale è emersa una totale chiusura riguarda le tariffe applicate per l’utilizzo del teatro. Durante il confronto è stata avanzata esplicitamente la richiesta di prevedere tariffe calmierate, capaci di consentire anche alle associazioni più piccole e alle realtà culturali del territorio di accedere al Grandinetti. La risposta ricevuta è stata, in sostanza, che le tariffe sono quelle stabilite e che non è prevista alcuna possibilità di modificarle. Una posizione che dimostra l’assenza di qualsiasi disponibilità ad aprire un confronto reale sull’accessibilità del teatro».

Per il 2027 ci saranno da assegnare anche il Teatro Umberto ed il Teatro Costabile, meno capienti e con tariffe quindi si prevede più basse rispetto al principale palco cittadino.

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