Giornata di Studi “L’Eredità di Sant’Eufemia – Otto secoli di storia tra Abbazia, Bastione e Sant’Eufemia Vetere” foto

La giornata inizierà alle 18 con un itinerario storico guidato dagli archeologi Stefania Mancuso ed Eugenio Donato, che toccherà l’Abbazia benedettina di Sant’Eufemia, il Bastione di Malta e la Chiesa di San Giovanni Battista.

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Giornata di Studi “L’Eredità di Sant’Eufemia – Otto secoli di storia tra Abbazia, Bastione e Sant’Eufemia Vetere”, in programma domani e promossa nell’ambito dell’iniziativa “Vetere in memoria ed in festa” e curata dall’Associazione Al Vaglio Aps, con il patrocinio e la promozione della Città di Lamezia Terme – Assessorato alla Cultura – nell’ambito del programma E-state insieme.

L’iniziativa vuole riportare al centro dell’attenzione pubblica ciò che unisce l’Abbazia benedettina di Sant’Eufemia, l’antico territorio che ad essa faceva riferimento, Sant’Eufemia Vetere e la lunga presenza dei Cavalieri di Malta.

L’Abbazia rappresentò infatti per secoli un importante centro religioso, economico e territoriale. Successivamente, con il Baliaggio di Sant’Eufemia, il territorio entrò nella lunga vicenda dell’Ordine di Malta, che vi esercitò la propria presenza per oltre tre secoli lasciando tracce nei documenti, nell’organizzazione del territorio e nel patrimonio monumentale.

La testimonianza forse più immediatamente riconoscibile di questa eredità è il Bastione dei Cavalieri di Malta: un monumento divenuto così profondamente rappresentativo della memoria cittadina da essere raffigurato nello stesso stemma della Città di Lamezia Terme.

Il Bastione diventa così non soltanto testimonianza architettonica, ma un autentico marcatore identitario: il segno visibile di un rapporto storico che lega Sant’Eufemia alla costruzione dell’identità della Lamezia contemporanea.

A dare particolare rilievo all’appuntamento del 21 agosto sarà la qualità scientifica dei relatori chiamati ad approfondire, da prospettive differenti ma complementari, questa lunga vicenda storica.

Responsabile scientifica della Giornata di Studi è Stefania Mancuso, archeologa classica e docente a contratto presso l’Università IULM di Milano, che affronterà il tema “Dalla città antica all’Abbazia Benedettina di Sant’Eufemia”.

Eugenio Donato, archeologo e ricercatore, approfondirà invece “Il Bastione dei Cavalieri di Malta: architettura, sistema difensivo e memoria civica”, ricostruendo il significato storico e territoriale di uno dei monumenti simbolo della città.

A completare il quadro sarà Giovanna De Sensi Sestito, già docente di Storia Greca dell’Università della Calabria e studiosa di riconosciuta autorevolezza, alla quale è affidata la relazione “Il Baliaggio di Sant’Eufemia nei documenti d’archivio”.

Tre contributi che consentiranno di leggere la storia di Sant’Eufemia attraverso archeologia, architettura, storia e fonti documentarie, restituendo profondità scientifica a una vicenda che costituisce parte integrante della memoria collettiva lametina.

Da Sant’Eufemia Vetere una navetta della Lamezia Multiservizi accompagnerà i partecipanti all’Abbazia Benedettina per la visita guidata e, al termine dell’itinerario, li riporterà a Sant’Eufemia Vetere.

La giornata inizierà alle 18 con un itinerario storico guidato dagli archeologi Stefania Mancuso ed Eugenio Donato, che toccherà l’Abbazia benedettina di Sant’Eufemia, il Bastione di Malta e la Chiesa di San Giovanni Battista.

Alle 20 si apriranno i lavori della sessione scientifica, con i saluti del Sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, dell’Assessore alla Cultura,  Annalisa Spinelli, e del Direttore Tecnico di Al Vaglio, Francesco A. Fagà, oltre al previsto messaggio del Sovrano Militare Ordine di Malta.

La serata si concluderà alle 22 con un momento conviviale e una degustazione di prodotti della tradizione contadina locale.

Anche la scelta di Sant’Eufemia Vetere come luogo dell’incontro assume un valore particolare. Il racconto della storia proseguirà infatti nei luoghi che di quella storia conservano ancora memoria, fino a Piazza Gattinara, il cui stesso nome richiama il passato legato all’Ordine di Malta.

Si cercherà così di perorare la narrazione fino ad ora poco reale che ruderi e beni non agibili siano culturalmente di richiamo anche turistico, aspetto ad oggi senza riscontri reali se non nella retorica politica.

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