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La perdita del lavoro, i genitori ricoverati, la doppia esperienza con l’Usca ed un nuovo inizio post Covid

Da circa un anno la pandemia ha innescato una crisi sia sanitaria che economica, con storie di tentativi di ripartenza anche nel lametino.

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Da circa un anno la pandemia ha innescato una crisi sia sanitaria che economica, con storie di tentativi di ripartenza anche nel lametino.

E’ il caso di F.B., che scrive: «la mia famiglia è molto povera, mio padre e mia madre sono stati dei contadini mentre io lavoravo come cameriere, ma questa pandemia ha bloccato la mia entrata, per cui viviamo di quello che ci riesce a passare mio fratello che lavora come magazziniere. A febbraio piove sul bagnato (al contrario): io, mio padre e mia madre ci positivizziamo al coronavirus. Dopo alcuni giorni papà stava molto male, la dottoressa di famiglia ci dice che avrebbe mandato l’usca, ed ecco infatti che arriva un medico che ci dice che stiamo bene tutti, fa una visita frettolosa e uscendo dice al suo collaboratore che facevamo schifo e puzzavamo. Mio padre è stato ricoverato la sera stessa d’urgenza al Pugliese perchè abbiamo chiamato l’ambulanza, e aveva una situazione pessima».

Passa qualche giorno e si ripete la situazione con la madre: «la dottoressa ci informa che non può venire perché positivi, e noi non volevamo il dottore dell’Usca, ma ci dice di stare tranquilli che quello che veniva era molto bravo. Viene infatti un altro medico, il dottore Errico, il quale ricovera subito mia madre, dopo aver speso un po di tempo per convincerla essendo lei contraria al ricovero, salvandole di fatto la vita».

Da quel giorno il cambio di passo ed il lieto fine: «passando per la fine del ricovero di mio padre prima, e di mia madre poi, il dottore Errico ogni giorno in cui era di turno a Lamezia portava una busta davanti la nostra porta con alimenti vari. Ieri l’ultima volta, ma è stato diverso, perché gli ho detto grazie per quello che ha fatto in questi mesi, sia come uomo che come medico per noi, ma gli ho dato la bella notizia: ho trovato finalmente un nuovo lavoro, e ora posso mantenere io la mia famiglia».

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