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Di padre in figlio, a 15 anni da Sandro il figlio Giovanni Garofalo diventa presidente del tribunale lametino

Il magistrato lametino torna nella natia città per guidare il palazzo di giustizia in un momento storico complesso

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Si è insediato questa mattina Giovanni Garofalo come nuovo presidente del Tribunale di Lamezia Terme, con la cerimonia tenuta nell’aula udienze intitolata al padre Sandro.

La nomina del Consiglio superiore della magistratura era arrivata dopo la proposta all’unanimità della Quinta Commissione del Csm, nella seduta del 22 febbraio scorso, riunita per il conferimento degli uffici direttivi e semidirettivi, ed oggi il passaggio di consegne ufficiali dopo la presidenza Brattoli.

Per Angelina Silvestri, presidente della sezione penale del tribunale lametino, «Garofalo si presenta da solo. Ha iniziato a Lamezia Terme nel 1991, ed in questo tribunale tanto ha dato Sandro Garofalo, cui è stata dedicata quest’aula», dichiarando di apprezzare del nuovo presidente «la voglia di costruire. Il tribunale di Lamezia presenta criticità, ma lavorando insieme tutte le componenti faremo bene».

Domenico Introcaso, presidente Corte Appello, parla di «giorno importante per la comunità giudiziaria di Lamezia. Affido anche a nome del csm il tribunale di Lamezia, che è legato al padre del quale ho apprezzato sagacia ed eleganza. Anche Giovanni ha lasciato traccia di sè in tutti gli uffici».

Introcaso non nasconde come «Lamezia e’ in un momento importante per il settore giudiziario, per la presenza dell’aula bunker che è un messaggio per cui i processi nati e sorti in Calabria si celebrano in Calabria. Un messaggio di democrazia che assegna a Lamezia una funzione di centralità, anche nell’ambito dell’amministrazione giudiziaria».

Beniamino Calabrese, pg corte appello, porge i propri auguri «a Gianni perché oggi è un’attività molto complessa dirigere un ufficio giudiziario, ed il tribunale di Lamezia è molto complesso. In 5 mesi è stata realizzata però un’opera straordinaria come l’aula bunker, dimostrando che quando l’obiettivo è unico si realizza».

Il sostituto procuratore Emanuela Costa parlando del nuovo presidente reputa che «esperienza e professionalità saranno punto di riferimento», mentre il vescovo Giuseppe Schillaci invita a «non dimenticare che bisogna coinvolgere gli altri. Un incarico non e’ un punto di arrivo, fondamentale è essere al servizio degli altri, delle persone che non hanno voce o hanno perso la voce. Amministrare la giustizia è anche questo, stare accanto ai più’ deboli. avere ambizione di costruire una società’ sempre più giusta».

Dina Marasco, presidente dell’ordine degli avvocati di Lamezia, parla di «occasione tanto attesa e per cui abbiamo tanto lavorato. Oggi l’avvocatura lametina le da il benvenuto, anzi il bentornato», lamentando un «continuo via vai di magistrati, spesso di prima nomina» ma rimarcando come «molti magistrati hanno lasciato segno indelebile. Il tribunale di Lamezia ha conosciuto momenti di grandezza con grandi presidenti, avvocati, personale amministrativo, ed oggi e’ un giorno importantissimo. Garofalo assume un ruolo importante consapevole delle grosse e drammatiche criticità che il tribunale ha vissuto in questi anni».

La Marasco a tal proposito si sofferma sul concetto di «tribunali di frontiera. La giustizia è allo stato terminale, di cui oggi si parla di più perché ci sono i fondi europei. Stiamo vivendo un periodo di decadenza e di declino, ma la strada non è la rassegnazione, e l’avvocatura lametina non si rassegnerà. Il consiglio dell’ordine ha visto in nuce un presidente capace ed aperto al confronto, non sarà’ un lavoro facile ma io posso garantirle appoggio dell’avvocatura lametina. Oggi si realizza un passaggio di testimone ideale tra padre e figlio, a dimostrazione che le cose non accadono mai per caso».

gianni garofalo

Non nasconde la propria emozione il presidente Garofalo: «nei sogni di bambino vivevo questo momento, quindi non svegliatemi. Mio papa’ è stato un magistrato ed io sono diventato un magistrato. Sognavo di diventare presidente nella mia città, e sono molto contento di tornare come Ulisse, anche se io mi ispiro più a Penelope».

I primi saluti a «la mia famiglia, i miei amici che ho in tutte le pieghe della città perché sono lametino, ed è una tempesta emozionale quella che sto vivendo in questo momento», entrando poi nel ricordo più personale «non molti anni fa, 15, mio papà è stato presidente e tutti voi lo avete ricordato. In questa aula ho fatto la mia prima udienza ed oggi porta il nome del mio papà che sarebbe stato contento. La nutrita presenza di oggi dimostra che c’è’ molta attenzione».

Si passa poi all’ambito professionale: «a Cosenza mi hanno detto che sono il più avvocato tra gli avvocati e per me è stato un complimento. Oggi e’ il giorno della commozione, dell’orgoglio personale e familiare, della festa, ma da oggi pomeriggio si inizia a lavorare».

Per Garofalo infatti «tante sono le cose in cui Lamezia è centrale, nulla accade per caso. Ieri Lamezia e’ andata in mondovisione (riferendosi alla bandiera tricolore esposta dietro la porta in cui l’Italia ha battuto la Spagna ai rigori nella semifinale degli Europei di calcio, nb) e, se quello e’ un disegno, Lamezia e’ centrale».

In chiusura si reputa che «la presenza dell’intera comunità lametina fa si che Lamezia possa tornare a vivere una bella stagione», promettendo «rispetto ossequioso della legge, studio delle carte, impegno e non sempre l’impegno personale. Non dobbiamo essere eroi, ma vogliamo solo essere messi in grado di lavorare, perché abbiamoresponsabilita’ sui provvedimenti che andiamo ad emettere, e bisogna rispettare le decisioni».

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