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Processo Odoardi, assolti in 3 dal reato di abuso d’ufficio

Nelle condotte contestate però non sono state individuate: “violazioni di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità”

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Il Tribunale di Lamezia Terme in composizione Collegiale (Presidente Silvestri, a latere Foresta e Riccio) ha assolto il dipendente dell’ASP di Catanzaro, Romeo Angelo Giovanni (assistito dall’Avv. Gianluca De Vito), il dipendente del Comune di Nocera Terinese, Macchione Giovanni Eugenio (assistito dall’Avv. Ortensio Mendicino), nonché Lillo Odoardi Gregorio (assistito dall’Avv. Ferdinando Palumbo) dal reato di abuso d’ufficio.

Il Collegio, infatti, ha accolto la richiesta preliminare formulata dall’Avv. De Vito, congiuntamente agli Avv.ti Mendicino e Palumbo, tesa ad ottenere una sentenza immediata, ai sensi dell’art. 129 c.p.p., poiché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, a fronte della riforma del delitto di abuso d’ufficio, introdotta con il D.L. n.76/2020.

La contestazione mossa agli imputati era quella di avere favorito Lillo Gregorio Odoardi, ai fini dell’ottenimento di una registrazione sanitaria.

Nelle condotte contestate però non sono state individuate: “violazioni di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità”, come disposto dalla nuova formulazione del reato di abuso d’ufficio, pertanto, il Tribunale ha disposto l’assoluzione degli imputati ai sensi dell’art. 530 c.p.p., con termine di giorni 90 per il deposito delle motivazioni.

Il processo continuerà invece, per le restanti posizioni degli altri imputati, Lillo Gregorio Odoardi e Spalletta Barbara, pur essendo stata dichiarata la prescrizione del capo 1) del capo d’imputazione relativo al reato di truffa.

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