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Nuovo passaggio dal Tar per la vicenda della farmacia contesa tra Vena di Maida ed il centro commerciale

Il comitato “Pro Farmacia Due Mari” annuncia le proprie ragioni

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    Il comitato “Pro Farmacia Due Mari” annuncia di voler «rassicurare i concittadini di Vena di Maida che continuerà a far sentire la sua voce in tutte le sedi e nelle forme democratiche ritenute opportune, anche dopo il diniego del sindaco all’istanza di trasferimento e riapertura della farmacia al centro commerciale “Due Mari”» sottolineando che «le sentenze dei Giudici Amministrativi si basavano unicamente su una delibera comunale voluta da quello stesso Sindaco e dalla sua Amministrazione quale tributo per le promesse elettorali assunte in campagna elettorale nei confronti della popolazione di Vena, la quale, in quella sede, è bene ricordare, ha concorso per la vittoria della lista promettente con appena 177 voti a fronte di 1050 elettori aventi diritto».
    Si ricorda che «Aloe ha presentato al sindaco del Comune di Maida, divenuto intanto competente per legge circa il dislocamento dei servizi farmaceutici sul suo territorio, una nuova istanza di trasferimento e di riapertura della farmacia in località Comuni Condomini del territorio di Vena di Maida, proponendo ed impegnandosi, con la stessa istanza, a fornire agli utenti di Vena, oltre alla distribuzione del farmaco porta a porta in tempo reale e gratuito, una serie di servizi innovativi aggiuntivi che vanno nel segno di quello che sarà la sanità del futuro “Assistenza domiciliare”,  ma si è visto rigettare l’istanza».

    Al netto della presa di posizione assunta da Rifondazione Comunista, il comitato parla di «una delibera di giunta, assunta con una esigua maggioranza (tre favorevoli e due contrari nelle persone di Dattilo e Loprete), che di per sé delinea una frattura tra i partiti di maggioranza nell’assumere questa importantissima decisione per le popolazioni interessate, trattandosi di aspetti sanitari, che indica, tra le motivazioni, questioni legali e la volontà di voler ripristinare un “vulnus” sorto all’indomani del trasferimento della farmacia al centro commerciale».
    Il comitato reputa vincolante il consiglio comunale del 3 luglio «nel quale sono stati raccolti e verbalizzati i diversi  interventi e tra questi quelli di cittadini qualificati nella materia trattata, che hanno tra l’altro indicato quale sarà la sanità del futuro e sottolineato quanto è in linea con tutto questo ciò che viene offerto dalla farmacia del dottor Aloe auspicando, nel contempo, il mantenimento della sede farmaceutica in località Comune Condomini, condizione questa che consente la continuità dell’assistenza farmaceutica e l’erogazione di servizi aggiuntivi offerti alla utenza di Vena».
    La vicenda ora passerà nuovamente dal Tar, che giudicherà il ricorso presentato contro la delibera di giunta, perché «se le leggi che regolano la materia consentissero l’avvio di un nuovo bando di concorso, esso si concluderebbe non prima di 10 anni quale risulta essere la media temporale su base nazionale. Queste verità sono suffragate da esperienze dirette recenti consumatesi nei comuni di Lamezia Terme e Catanzaro dove, per l’apertura di due rispettive nuove farmacie, sono occorsi circa 12 anni. Inoltre tutto ciò è confermato dal comunicato di un partito politico che sostiene la maggioranza amministrativa del nostro comune, al quale va il nostro plauso nell’aver condiviso e sostenuto la nostra battaglia, dove oltre ad esprimere con la massima chiarezza la posizione assunta in giunta (voto contrario) riporta la preoccupazione circa le lungaggini occorrenti per una ipotesi eventuale di nuovo bando raccolte in sede di contatti avuti con gli organi Regionali competenti».
     

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