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Il sindaco di Serrastretta scrive a Poste Italiane contro la chiusura dell’ufficio di Migliuso

Dai 3 giorni iniziali alla chiusura, il primo cittadino propone di prevedere almeno 1 apertura

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Facendo seguito alle interlocuzioni con i Responsabili Relazioni Istituzionali di Poste, Maria Lea Pettolino e Vincenzo Frascà, il sindaco Felice Molinaro porta all’attenzione della società la situazione dell’’Ufficio postale di Migliuso di Serrastretta «per il quale è stata disposta la chiusura totale, per tutti e 3 i giorni di prevista apertura, stante l’evolversi della situazione epidemiologica».

Al riguardo il primo cittadino, «pur comprendendo e condividendo che l’emergenza impone a Poste Italiane di dover attuare misure temporanee a salvaguardia dei lavoratori e della clientela», contesta che «la chiusura totale è assolutamente contraria allo spirito dei decreti emessi dal governo e alle misure poste in essere per limitare gli spostamenti dei cittadini. Su Migliuso confluisce un bacino di utenza di 2.000 utenti che dovranno recarsi per le loro esigenze presso altri uffici postali in altri comuni, distanti dai 15 ai 25 minuti di macchina. Come conseguenza ci saranno quindi persone che dovranno spostarsi ed altre che dovranno farsi accompagnare, se anziane o non auto munite, coinvolgendo a loro volta ulteriori persone, con l’effetto di aumentare gli spostamenti, l’esposizione e quindi il rischio di contagio».

Per Molinaro sarebbe «non solo necessario, ma anche obbligatorio garantire almeno l’apertura di un giorno a settimana. In caso contrario, rappresento a Sua Eccellenza il Prefetto di Catanzaro e alla Procura della Repubblica, che leggono in copia, che la scelta operata da Poste Italiane realizza un elevatissimo rischio di diffusione epidemiologica da coronavirus, oltre che una interruzione di pubblico servizio in un momento drammatico, aumentando gli spostamenti e il numero delle persone esposte. Alla luce della gravità della emergenza sanitaria in corso, vi è la necessità e l’obbligo morale di attuare, ognuno per le proprie competenze, scelte e misure che non producano effetti contrari a quanto disposto dai decreti emanati dal governo per il contenimento dell’epidemia da Coronavirus».

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