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Comune Decollatura a rischio dissesto, Lista Unica preoccupata dopo la bocciatura della Corte dei Conti

Sono 15 gli elementi di criticità evidenziati dai giudici contabili

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La Corte di Conti della Calabria – Sezione di Controllo – con delibera del 17 settembre 2020 ha respinto il Piano di Riequilibrio Finanziario proposto dal Comune di Decollatura ed ha assegnato un termine di 30 giorni per un eventuale ricorso alle Sezioni Riunite, trascorso il quale il Prefetto assegnerà 20 giorni di tempo al Consiglio Comunale per dichiarare il dissesto.

«Da quando nel 2016 siamo stati eletti nella minoranza – dichiarano i promotori di Lista Unica Gigi De Grazia e Mario Perri – abbiamo sempre ripetuto in consiglio che i bilanci ed i rendiconti del Comune non erano attendibili e che bisognava stare attenti ai controlli che prima o poi avrebbe effettuato la Corte dei Conti. Con l’avvento dell’amministrazione Brigante la situazione degli uffici è precipitata per il disordine e l’arroganza nel voler gestire il comune a proprio piacimento ed in spregio ad ogni regola: aver lasciato trascorrere 8 mesi per rispondere alla nota della corte dei Conti è l’ulteriore riprova dell’incompetenza e irresponsabilità del Sindaco Brigante, che alla data della richiesta ricopriva anche il ruolo di Responsabile del Servizio Finanziario del Comune».

I due esponenti di opposizione rimarcano che «più volte abbiamo sollecitato in Consiglio, e pubblicamente con articoli sul web, la costituzione di una commissione consiliare per affrontare il problema dell’inattendibilità dei conti del Comune, ma la proposta è stata sempre respinta con la motivazione che loro erano la maggioranza e loro dovevano decidere».

Si sottolinea poi che «da una sommaria lettura della delibera, della quale pubblichiamo solo la conclusione rimandando al link dal quale è scaricabile l’intero fascicolo di 72 pagine, si evince che il Piano è stato respinto, oltre che per le gravi e documentate violazioni delle norme perpetrate dall’anno 2015 ad oggi dalle amministrazioni Cardamone e Brigante, anche per l’insufficienza ed inadeguatezza della documentazione trasmessa e dei chiarimenti forniti in data 3 luglio 2020 protocollo n. 3045 in risposta alla richiesta di ulteriori specifiche integrazioni documentali e istruttorie formulata con nota protocollo n. 7128 del 6 dicembre 2019».

I 15 elementi di criticità evidenziati dai giudici contabili sono:

1. Violazione del punto 9.3 del principio contabile All. 4/2 applicato alla contabilità finanziaria del D.Lgs 118/2011, riguardo le procedure di riaccertamento straordinario dei residui al 1° gennaio 2015;

2. Non corretta determinazione del FCDE in sede di rendiconto annuale del periodo 2015/2018. Sottostima dello stesso a fine esercizio per tutto il periodo di cui sopra, con conseguente impatto sulla corretta determinazione della parte disponibile del risultato di amministrazione (effetto migliorativo), e sull’effettiva sostenibilità del risanamento programmato con il PRF;

3. Inattendibilità della massa passiva dovuta a: inesatta determinazione delle quote di disavanzo da ripianare derivanti dal riaccertamento straordinario dei residui all’1 gennaio 2015; mancato accantonamento del fondo passività potenziale/fondo rischi, fondo indennità fine mandato e fondo perdite società partecipate nei risultati di amministrazione all’1 gennaio 2015, al 31 dicembre 2015, al 31 dicembre 2016 e al 31 dicembre 2017 e parzialmente nel 2018; mancato inserimento delle quote di ripiano del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario non applicate ai bilanci 2015/2016/2017, sebbene sotto stimate; non congrua determinazione e sottostima del FCDE negli esercizi 2015/2018; dubbia determinazione dei debiti fuori bilancio attesa la costante sottostima della spesa corrente; dubbia determinazione delle passività potenziali (debito verso la Regione Calabria per conferimento RSU);

4. Bassa percentuale di riscossione delle entrate di parte corrente (c/competenza e c/residui), con conseguente aumento della massa residuale attiva da riportare. La medesima al 31 dicembre 2018 risulta pari a € 2.565.889,89, più 232,38% circa rispetto alla massa residuale attiva registrata al 31 dicembre 2017 (€ 771.978,15), ma ancor di più rispetto alla massa residuale attiva al 31 dicembre 2015, più 555% circa;

5. Mancato raggiungimento dell’obbiettivo programmata con il PRF nell’esercizio 2018 per mancati incassi relativi all’IMU; sovrastima degli accertamenti;

6. Mancato raggiungimento dell’obiettivo programmato dal PRF nell’esercizio 2018 per mancatiti incassi relativi all’addizionale comunale all’IRPEF;

7. Mancato o insufficiente recupero dell’evasione tributaria, con evidente rischio di perdita dei crediti per prescrizione o decadenza;

8. Sottostima delle previsioni di spesa corrente con conseguente costante produzione di contenziosi e debiti fuori bilancio;

9. Mancato riconoscimento dei debiti fuori bilancio;

10. Assenza degli accordi con i creditori in ordine alla rateizzazione dei pagamenti dei debiti fuori bilancio. Mancato rispetto della tempistica prevista dal PRF in merito al pagamento degli stessi;

11. Risparmi di spesa conseguenti al pensionamento del personale dipendente che non possono essere considerati effettivi alla luce delle nuove assunzioni effettuate dall’Ente;

12. Non esatta indicazione, nella programmazione del PRF, della quota annuale per rimborso prestiti, di cui al titolo IV della spesa e mancata indicazione della quota annuale di ripiano del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui, ancorché sottostimata;

13. Sovrastima delle previsioni e degli accertamenti delle entrate correnti e sottostima delle previsioni e degli impegni delle spese correnti;

14. Concreti dubbi sugli obiettivi del PRF raggiunti nell’esercizio 2018;

15. Mancato raggiungimento degli obiettivi del PRF nell’esercizio 2019.

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