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“Verranno smantellati i posti di medicina ordinaria per lasciare spazio a quelli Covid”

Scetticismo verso l'ordinanza odierna del presidente facente funzioni Spirlì in ottica Covid-19 esprime il comitato Pro Ospedale del Reventino

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Scetticismo verso l’ordinanza odierna del presidente facente funzioni Spirlì in ottica Covid-19 esprime il comitato Pro Ospedale del Reventino, denotando come i 20 posti letto nell’ospedale di Soveria Mannelli siano «riconversione (nei vocabolari: cambiamento di destinazione) degli attuali posti di medicina in posti Covid. Ovvero verranno smantellati i posti di medicina ordinaria per lasciare spazio a quelli Covid. Nel marzo scorso analogo provvedimento aveva individuato Soveria per il trasferimento di pazienti afferenti da una Rsa. In quel caso era prospettata l’allocazione nel terzo piano (ex ostetricia) con l’invio di personale all’uopo previsto».

Per il comitato però sarebbero «due situazioni completamente diverse. I malati ordinari, stanti così le cose, non potranno essere più ricoverati in medicina. Molti anziani (fascia tipica dei ricoveri in quel reparto) non potranno usufruire di alcuna prestazione ospedaliera, in pratica la degenza in medicina non ci sarà più. Sarebbe stato opportuno affiancare 20 posti Covid (al terzo piano, visto che è praticamente vuoto) a quelli di medicina, così come ipotizzato a marzo scorso. Nulla contro gli infettati dal covid, ma la sostituzione o meglio la “riconversione” come vergata nel provvedimento pone inquietanti interrogativi per chi conosce certe dinamiche».

In mattinata si ci era lamentati di come «un’altra ordinanza della regione, la n.82, ha bloccato i consulti ambulatoriali non urgenti. Questo ha distrutto la diagnostica, centinaia di persone di questo territorio di confine non hanno più diritto alle cure. La pediatria non è più attiva, l’unica dottoressa che reggeva l’ambulatorio è impiegata in altre strutture, l’altra pediatra del territorio viene due volte a settimana, qualche volta salta un turno – almeno da quanto scrittoci e fatto sapere da decine di telefonate delle mamme. Non si fanno visite cardiologiche, internistiche, esami ematici, radiologici, nemmeno il day hospital, in forma normale ma solo per le urgenze. Eppure non si può morire di solo Covid, con il lockdown c’è difficoltà anche a spostarsi. L’ospedale è l’ombra di quello che era, già ridotto al minimo».

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