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Sorgenti del Pineto, sopralluogo del sindaco e del responsabile dell’ufficio tecnico alle sorgenti.

La portata in uscita corrisponde a circa 400 L al giorno a persona, quasi il doppio rispetto ai dati ISTAT sul consumo giornaliero pro capite

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L’amministrazione comunale di Carlopoli rende noto che da settimane è in atto la pulizia dell’area delle sorgenti del Pineto, con sopralluogo del sindaco e del responsabile dell’ufficio tecnico alle sorgenti effettuato nei giorni scorsi.

Si lamenta «lo stato di abbandono, di sporcizia e di degrado delle sorgenti, dove l’acquedotto cattura l’acqua che alimenta il paese. Da anni l’acqua si disperde nel terreno circostante. Un riconoscimento ai preziosi volontari per il loro generoso ed infaticabile impegno: Raffaele Fabiano, Santo Fabiano, Salvatore Guzzo, Enzo Piccoli, Antonio Rotella, Carmine Gigliotti, Marco Gigliotti, Daniele Gigliotti, Federico De Fazio, Francesco Gentile, Ivan Pettinato, Carmine Pettinato e il consigliere comunale Piero Gentile».

La collaborazione ha reso possibile all’amministrazione «la completa presa visione dei luoghi, fino a questo momento inaccessibili, al fine di programmare una serie di interventi mirati e razionalizzati che permetteranno di recuperare le portate che attualmente si stanno disperdendo ed addurle nella relativa rete. Sarà attivata una serie di monitoraggi al fine di individuare le perdite fino al serbatoio di accumulo in località Jannetta. Abbiamo, inoltre, monitorato costantemente i livelli dei serbatoi, constatando che dal serbatoio Sorical, utilizzato per le sole utenze di Carlopoli, fuoriescono circa 330 metri cubi al giorno. Un consumo abnorme se si pensa che la portata in uscita corrisponde a circa 400 L al giorno a persona, quasi il doppio rispetto ai dati ISTAT sul consumo giornaliero pro capite, pari a 220 litri».

Si sostiene che «la linea è stata costantemente ispezionata, fin dal nostro insediamento, e già numerose perdite sono state rintracciate e sistemate. Siamo ancora all’inizio e alcuni interventi programmati necessitano ancora di tempo».

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