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Arriva anche dalle donne che amministrano nell’area del Reventino-Savuto un pensiero per il 25 novembre

Considerazioni nella giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

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Arriva anche dalle donne che amministrano nell’area del Reventino-Savuto un pensiero per il 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Emanuela Talarico, Sindaco del Comune di Carlopoli, ricorda che «la violenza sulle donne continua purtroppo ad essere un tema d’attualità e la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è un’occasione che ci permette di ricordare alle donne che subiscono violenza che non sono sole. L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo non sta fermando la violenza sulle donne. Anzi, questo periodo di quarantena, che confina le donne dentro le mura domestiche, tutto il giorno, con uomini violenti, rischia di metterle ancora di più in pericolo. Durante il lockdown i casi si sono triplicati. Sono assolutamente convinta che la politica dovrebbe impegnarsi ad offrire opportunità, in quanto senza una posizione lavorativa la donna si trova in una situazione di sudditanza, una posizione che le impedisce di ribellarsi al proprio carnefice, rinunciando a vivere».

Per il primo cittadino «attraverso le iniziative culturali bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica, informando e aiutando, affinché le vittime di violenza, non solo fisica ma anche psicologica, trovino il coraggio di denunciare subito. Ma soprattutto urge creare una collaborazione forte da parte di istituzioni, associazioni e forze dell’ordine che lavorano contro la violenza sulle donne per agevolare percorsi di reinserimento lavorativo e recupero di autonomia».

Maria Francesca Pascuzzi, Assessore del Comune di Soveria Mannelli, ritiene che «viviamo in un mondo in cui l’odio e la violenza sono sempre più parte integrante della nostra vita quotidiana. E come accade per la routine di tutti i giorni, a quest’odio e a questa violenza abbiamo fatto ormai l’abitudine, quando distrattamente sentiamo e leggiamo le notizie di giornali e telegiornali. È il momento di aprire gli occhi e leggere più attentamente, di ascoltare piuttosto che sentire, è il momento di urlare “basta”, di dare voce a chi purtroppo voce non ha più. È importante comprendere come quotidianamente assistiamo ad episodi di violenza contro le donne, da osservatori disattenti e passivi: questo non cambierà finché non capiremo che la violenza si esprime sulle donne in tanti, troppi modi».

La componente della giunta Sirianni rimarca che «sebbene quella fisica sia più facile da riconoscere, sono forme di violenza anche i maltrattamenti psicologici, lo stalking, i ricatti sessuali, i matrimoni riparatori, la violenza economica. Siamo tutti indistintamente responsabili. Ogni volta che facciamo finta di niente e ci giriamo dall’altra parte, ogni volta che restiamo in silenzio, ogni volta che non tendiamo una mano in aiuto a chi vive nella paura, ogni volta che colpevolizziamo la vittima e giustifichiamo il carnefice. Non è una battaglia solo delle donne, riguarda ognuno di noi. È un dovere comune fermare ogni tipo di violenza, sia quella che lascia lividi che quella che non fa rumore ma distrugge ugualmente. È dovere di tutti fermare questi numeri spaventosi, perché una società civile non può permettere tale orrore. Tutti possiamo fare la nostra parte. Partiamo da qui. Partiamo da noi».

Angela Davoli, Presidente Commissione Pari Opportunità del Comune di Soveria Mannelli, puntualizza che «non solo oggi ma domani e fino a quando non sarà sconfitta la brutalità della violenza contro le donne è compito di tutti lottare per contrastarla. Fare rete, creare sinergia in un unico intento aiuterà” le vittime di violenza a non sentirsi sole e rassegnate al dolore, all’angoscia, alla paura, e ad acquisire la consapevolezza che si può uscire dalla condizione di soggezione e isolamento che stanno vivendo perché intorno a loro sono in tanti a lottare per proteggerle».

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