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Giovanni Nicastri, già comandante della Polizia Municipale di Falerna per 40 anni, ci ha lasciato

Il ricordo di Armido Cario

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Il ricordo di Armido Cario di Giovanni Nicastri, settant’anni, già comandante della Polizia municipale di Falerna per quattro decenni.

Il 2020 si conferma annus horribilis: da gennaio ad oggi, la nostra nazione e le nostre comunità si sono impoverite di capitale umano e di memoria storica. Ultimo in ordine di tempo, Giovanni Nicastri, settant’anni, già comandante della Polizia municipale di Falerna per quattro decenni.

Nella giornata di ieri, è stato onorato con una toccante cerimonia, alla presenza di una rappresentanza di ex colleghi posti sotto le insegne del gonfalone comunale, oltre ad una delegazione di vigili provenienti dai comuni vicini, nonché di militari della locale stazione dei Carabinieri. Prima dell’ingresso in chiesa, il feretro è stato condotto dinnanzi al comando, a simboleggiare l’ultimo “saluto”. All’uscita dal tempio, ha risuonato “Il Silenzio”, le auto di servizio presenti hanno attivato sirene e lampeggianti: gli ex colleghi, posti sugli attenti, hanno così rivolto il loro commiato a Nicastri.

Spirito di servizio, senso del dovere, umanità hanno connotato il suo impegno e la sua esistenza. Un’esistenza orientata al culto dei valori, tra tutti quello immortale della famiglia, che ha amato sopra ogni cosa. La sua scomparsa ha suscitato un sentimento diffuso di commozione nel comune tirrenico, dove Nicastri ha onorevolmente operato per la collettività e per l’Ente municipale. Per tutti, il “Comandante”, com’era da universalmente riconosciuto, ha rappresentato un punto di riferimento, intervenendo con generosità nelle situazioni di disagio, spesso mediando, prevenendo e risolvendo pacificamente situazioni di conflitto.

Ha svolto un compito sociale prezioso, a tutto vantaggio della serenità cittadina, operando con equilibrio e moderazione. Il suo motto era: «Vogliamoci bene». Motto che appartiene alla pastorale di Papa Francesco, per il quale «è bene non fare il male, ma è male non fare il bene». Compito di ogni uomo è, infatti, di rendersi utile agli altri uomini, di non chiudere gli occhi ed il cuore dinanzi al bisogno. La disponibilità di Nicastri all’ascolto sembrava, in effetti, inesauribile: al centro del suo agire, vi era, infatti, il rispetto della persona, la comprensione delle ragioni dell’altro. L’umiltà e la magnanimità sono state la sua stella polare: animato da un profondo senso del dovere, ha costantemente rifuggito il pubblico vanto e la ricerca di riconoscimenti ad ogni costo. Ha tratto soddisfazione dal semplice lavoro, inteso come disponibilità e come generoso dono di sé.

Nicastri è stato, inoltre, custode del patrimonio storico e delle ricchezze naturalistiche del territorio, consegnando ai suoi concittadini delle tracce indelebili del suo impegno. Tra tutti, “Castiglione e Falerna”, la prima monografia sul comune tirrenico, pubblicata nel 1986 insieme allo storico Armando Orlando. Per mezzo di atti, documenti e testimonianze, ha validamente e scrupolosamente ricostruito le vicende secolari, le tradizioni ed i tratti essenziali dell’identità collettiva. Un’opera inestimabile, a cui si sono ispirati e continuano ad ispirarsi gli studiosi locali di ogni tempo.

«Il ricordo – scrive il poeta conflentese Antonio Porchia – è un frammento di eternità». E Giovanni Nicastri, grazie all’esempio offerto dalla sua vita, merita il ricordo affettuoso della sua comunità.

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