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Invita alle dimissioni del sindaco di Nocera il gruppo consiliare “il paese che vogliamo” dopo l’indagine Alibante

Fernanda Gigliotti, Vittorio Matteo Macchione, Saverio Russo, Gianluca Filandro commentano gli atti resi noti

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«L’indagine Alibante della DDA di Catanzaro apre scenari inquietanti nella vita politica e amministrativa del nostro paese e getta ombre oscure sui risultati delle ultime elezioni comunali», sostengono i componenti del gruppo consiliare “il paese che vogliamo” composto a Nocera Terinese da Fernanda Gigliotti, Vittorio Matteo Macchione, Saverio Russo, Gianluca Filandro.

Dichiarandosi «garantisti fino al terzo grado di giudizio, al contrario di chi è garantista a convenienza», per i consiglieri «la nostra preoccupazione è quella che, se l’impianto accusatorio dovesse essere confermato, tutta la nostra comunità sarà chiamata a pagare un prezzo altissimo. Ecco perché nel ringraziare il Procuratore Gratteri, il Procuratore Aggiunto Capomolla e il Nucleo Investigativo dei Carabinieri per il lavoro svolto, che difendiamo e sosteniamo, ci auguriamo che tutte le parti sociali e le forze politiche lavorino insieme nella difesa di una comunità si possa fare presto chiarezza sulle responsabilità e i ruoli di ciascun indagato».

Criticando il clima venutosi a creare online e offline, si lamenta come «dalla lettura degli atti di questa indagine si comprendono, infatti, tante cose e si disvelano finalmente le vere ragioni per le quali il Sindaco Pandolfo si è dimesso il 10 agosto 2018 dopo soli due mesi dall’elezione. Ma si comprendono, soprattutto, le ragioni per le quali siamo stati sconfitti nel 2018 e nel 2019 stante la “impermeabilità del Sindaco Gigliotti rispetto alle pressioni illecite” come è riportato negli atti dell’indagine», collegando al contesto delle attuali indagini «alcune scelte politiche del Sindaco Albi, dei suoi tanti silenzi e ci sono più chiare le ragioni delle tensioni che sono sorte da mesi in seno alla maggioranza, proprio a causa delle “ingerenze esterne politiche e non”, per come denunciato negli ultimi Consigli Comunali».

Dopo il dissesto, quindi, per Nocera Terinese potrebbe giungere secondo la minoranza anche «la spada di Damocle di uno scioglimento per infiltrazioni mafiose, uno stigma ed un’onta insopportabile», chiedendo così al sindaco Albi di rassegnare le dimissioni, anche se non sono pochi i casi in cui la commissione d’accesso è stata inviata in ogni caso, con successivo scioglimento anche senza sindaco in carica.

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