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Consacrato l’altare a quasi un anno dall’inizio dei lavori per il restauro del Santuario della Madonna della Grazia di Curinga

Sono state riposte le reliquie di Sanctis Thomae Beket e di Sancti Adalberti

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A quasi un anno dall’inizio dei lavori per il restauro del Santuario della Madonna della Grazia di Curinga, appena iniziato il mese mariano il vescovo Giuseppe Schillaci ha consacrato il nuovo altare, celebrando insieme a don Pino Fazio parroco di Curinga, don Domenico Coffani parroco di Feroleto che ha fatto da cerimoniere, il parroco di Acconia don Franco Decicco, Padre Franz Villica parroco di Vena di Maida, don Alessandro Baglio segretario del vescovo, mentre erano presenti come servizio all’altare i ministri straordinari dell’Eucarestia Giovambattista Panzarella, Priore della Confraternita del Carmine di Curinga, e Nicola De Sando, Presidente dell’ Associazione don Bosco di Curinga.

Il Santuario della Madonna della Grazia di Curinga ha 5 secoli di storia, fu fondato dagli Agostiniani di Zumpano nel 1532. Affiancato alla chiesa esisteva un romitorio che accoglieva alcuni monaci dediti alla preghiera e all’accoglienza dei pellegrini, soprattutto nel giorno della festa del 2 luglio, nella quale vi erano, e vi sono ancora, indulgenze particolari approvate con “Imprimatur Papale” (Archivio storico Vaticano) promulgate nello stesso anno della fondazione.

La struttura fu oggetto di lavori di consolidamento e restauro nel 1945 a spese di un privato cittadino e successivamente nel 1966 vi furono eseguiti lavori di intonaco interno ed esterno, fu demolito il tetto a capriate, evidentemente pericolante e fu sostituito da un tetto terrazzato lasciando solo il timpano esterno. I nuovi lavori di restauro (iniziati a giugno 2020) sono stati affidati alla ditta Cesme su progetto di Maria Grazia Paletta, mentre la responsabilità dei lavori è stata affidata dalla Diocesi e dalla Sovraintendenza ai beni Culturali all’ architetto Maria Grazia Pascuzzi.

La cerimonia ha coinvolto tutta l’assemblea, che ha riempito i nuovi banchi del Santuario nel rispetto delle normative attuali anti covid. Un breve intervento iniziale di Pietro Monteleone ha illustrato brevemente la storia del Santuario che sarà oggetto di una pubblicazione curata dallo stesso, che a breve uscirà. Dopo le letture e la proclamazione del Vangelo si è dato inizio alla consacrazione dell’altare. A dare maggiore risalto e grande suggestione all’ intera celebrazione è stato l’accompagnamento del coro che ha dato un tocco di sacralità e di maggiore solennità.

La cerimonia si è svolta in tre parti significative, nelle quali i segni sono stati parte integrante della consacrazione e nella quale sono apparsi i simboli della veglia pasquale.

Nell’ altare della Santuario della Madonna della Grazia di Curinga sono state riposte le reliquie di Sanctis Thomae Beket e di Sancti Adalberti, certificate con bolla di autenticità del Vicario Generale del Papa , Cardinale Angelo de Donati.

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