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Orari ridotti dei due medici di base e guardia medica da sistemare a Cortale

I consiglieri comunali del gruppo consiliare ricostruiamo Cortale (Elisabetta Simonetta, Raffaele Castano’, Antonio Mungo) intervengono sui disagi

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da parte dei 2 medici di base operanti sul territorio, poiché «i professionisti, di fatto, svolgono il lavoro non solo per assistere i mutuati residenti a Cortale, ma anche in comuni diversi e ricompresi nel Distretto di Lamezia Terme».

Si rimarca che «in considerazione dei limiti massimali stabiliti dal Servizio Sanitario Nazionale, i predetti medici hanno la possibilità di assistere complessivamente 1.500 pazienti (residenti nei comuni dell’ambito territoriale sopra elencato). Buona prassi suggerirebbe di svolgere l’attività di assistenza garantendo l’apertura dello studio per 5 giorni alla settimana, secondo i seguenti criteri: preferibilmente dal lunedì al venerdì, con apertura obbligatoria il lunedì (considerato che nelle giornate prefestive, festive, sabato e domenica il servizio di “continuità assistenziale” viene assicurato dalla Guardia Medica). E’ ben intuibile, e parimenti comprensibile, che i due medici incaricati, svolgendo attività nell’ambito del territorio, quindi in comuni logisticamente distanti tra loro, non possono assicurare la loro presenza quotidiana per 5 giorni a settimana».

Le due dottoresse in servizio hanno un orario di 8 ore settimanali divise dal lunedì al venerdì, con quindi aperture giornaliere che di mai oltre 2 ore divise tra mattina e pomeriggio, e secondo i consiglieri «tale situazione, da cui scaturiscono i problemi e le lagnanze, oggi ci induce al dovere di approfondire le ragioni alla base dei disagi segnalati, onde fare chiarezza sulla vicenda che ormai assume aspetti poco tollerabili. In verità, in occasione della riunione del Consiglio Comunale in data 13 dicembre 2021, il sindaco Francesco Scalfaro riferiva di aver recentemente partecipato ad un incontro, in seguito al quale sarebbero state concordate iniziative risolutive; a tutt’oggi, però, il sindaco, che riveste anche le funzioni di autorità sanitaria locale, non sembra sia giunto a determinazioni idonee e tali da soddisfare le necessità dei cortalesi», perorando la causa de «l’intesa tra i due medici operanti a Cortale affinchè, attraverso una formula convenzionale, potessero entrambi svolgere l’attività assistenziale all’interno della struttura destinata al servizio di Guardia Medica (e presso la quale già vi opera la dottoressa Marra). Sembrerebbe, però, che neppure tale ipotesi potrà trovare nell’immediato concreta applicazione, giacchè attualmente i locali non sono adeguatamente predisposti e nè idonei, non rispettando i criteri normativi imposti che il caso richiede».

Oltre ai problemi di orari il gruppo consiliare evidenzia che «circa 400-500 cittadini residenti sono in parte assistiti da altri medici di base dislocati nell’ambito territoriale competente, ed in parte addirittura senza alcuna assistenza ed in attesa di scegliere il proprio medico di famiglia avente studio in una località più vicina tale da rendere agevole il raggiungimento. Si pensi, infatti, al disagio dei soggetti fragili, anziani ed aventi gravi patologie, per comprendere le personali difficoltà nel raggiungere studi medici dislocati in luoghi distanti dalla propria residenza».

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