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Inizia ufficialmente domenica, al “Lanificio Leo” di Soveria Mannelli, il Festival delle Erranze e della Filoxenia 2022

Alle 18.30 recital-concerto del poeta Daniel Cundari coadiuvato dal chitarrista Sasà Calabrese

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Inizia ufficialmente domenica, al “Lanificio Leo” di Soveria Mannelli, il Festival delle Erranze e della Filoxenia 2022 (quinta edizione), con il programma che comprende escursioni a piedi alla scoperta delle bellezze naturali, concerti in luoghi di particolare valore, animazione nei paesi, presentazioni di libri, dimostrazioni di antiche pratiche agricole ed artigianali.

L’evento inizierà alle 18.30 nei locali dell’“antica fabbrica della lana” di Soveria Mannelli, il Lanificio Leo per l’appunto, con un recital-concerto del poeta Daniel Cundari coadiuvato dal chitarrista Sasà Calabrese. L’evento è organizzato con la collaborazione di Lanifico Leo, Rubbettino Editore, “La Rosa nel Bicchiere”, con il patrocinio di Comune di Soveria Mannelli, Fidapa e Lions Club.

Daniel Cundari è un poeta e performer plurilingue, molto apprezzato all’estero. Già premio “Lerici Pea” e premio “Genil de Literatura”, si è esibito in vari paesi del mondo, dalla Cina al Messico, dalla Spagna a Cuba, dalla Francia alla Serbia. Originaro di Rogliano, in provincia di Cosenza, ha vissuto per molti anni lontano dalla Calabria (Granada, Shanghai, Bacalar, Barcellona), pur essendo sempre presente in campo sociale e culturale. Ha pubblicato dieci libri, tra cui ricordiamo “Geografíaferoz”, “Poesie contro me stesso”, “Nell’incendio e oltre”, “Istruzioni per distruggere il vento”, “Poesie a delinquere” e “Il silenzio dopo l’amore”. Grande conoscitore delle letterature sommerse e delle tecniche di Flamenco, precursore e inventore del “repentismocutise”, collabora con Gianna Nannini.

Il Recital di Daniel Cundari sarà preceduto e seguito da visite guidate all’interno del Lanifico Leo, un luogo paradigmatico del comprensorio dei monti Reventino e Mancuso, entro cui si svolge il Festival. Il Lanificio,ri-nato su impulso dell’architetto e designer Emilio Leo sull’antica fabbrica della lana fondata nel 1973 dal bisnonno Antonio e proseguita poi dal padre Peppino, negli ultimi vent’anni è divenuto, oltre che una fabbrica di preziose manifatture tessili, anche un precursore del concetto di “museo d’impresa”, una fucina di sperimentazione tra impresa e cultura, un contenitore-incubatore di contemporaneità. Ed è proprio questo il senso del festival: coniugare la memoria ed il passato con la creatività, l’innovazione ed il futuro.

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