Sindaci dell’hinterland lametino contrari al trasferimento di cittadini rom in case acquistate da Aterp
Dopo anni di dichiarazioni, annunci e comunicati stampa, in ultimo anche durante il commiato del Prefetto De Rosa, si contesta la possibilità che tramite il mercato immobiliare si possano ricevere nuovi residenti non celando un certo malcontento.
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A più di un anno di distanza dal primo avviso dell’Aterp, che poi ha trovato proroghe ed aggiornamenti (l’ultimo scaduto il 10 giugno), l’ipotesi di trovare anche nell’hinterland alloggi da destinare tramite l’ente regionale ad ospitare cittadini lametini residenti nel campo rom di Scordovillo fa storcere il naso ai sindaci del territorio.
Dopo anni di dichiarazioni, annunci e comunicati stampa, in ultimo anche durante il commiato del Prefetto De Rosa, si contesta la possibilità che tramite il mercato immobiliare si possano ricevere nuovi residenti non celando un certo malcontento.
«Ho appreso con grande sorpresa e preoccupazione della decisione assunta da Regione, ATERP e Comune di Lamezia Terme, in merito alla dislocazione nei territori del comprensorio lametino, delle famiglie Rom che attualmente vivono in località Scordovillo. A mio avviso questa scelta, che è stata presa dall’alto senza una preventiva convocazione e senza alcun confronto con i Sindaci del comprensorio lametino sia inaccettabile» lamenta dopo più di un anno dal primo bando Aterp il sindaco di Platania, Davide Esposito, sostenendo che «i comuni del comprensorio lametino non possono essere esclusi da processi decisionali che incidono direttamente sull’equilibrio dei territori. Come Sindaco di Platania, mi unisco all’appello fatto anche da altri colleghi, chiedendo con forza che venga immediatamente convocato un tavolo istituzionale con la partecipazione della Regione, di Aterp, del Comune di Lamézia Terme e di tutti i Sindaci interessati, affinché ogni decisione venga condivisa».
La cabina di regia esiste già ed è in Prefettura, più volte convocata ma senza coinvolgere i sindaci dell’hinterland poiché i beni reperibili sul mercato sono anche di privati. Secondo il primo cittadino però lo sdegno è solo reazione metodologica: «Platania è sempre stata una comunità aperta all’accoglienza, ma ogni decisione è scelta ripeto deve essere condivisa. Le decisioni calate dall’alto non rappresentano il metodo corretto per affrontare questioni così complesse e sensibili. Continuerò a difendere il diritto della nostra comunità ad essere ascoltata e coinvolta nelle scelte che riguardano il suo futuro. Inoltre, ci tengo a ribadire che nessuna comunicazione formale è mai pervenuta presso l’ente, da Aterp, tanto è che gli alloggi che erano disponibili erano stati già messi a bando pubblico nel 2023 e le procedure sono state completate con le notifiche dei decreti di assegnazione con tanto di comunicazione alla stessa Aterp».
Anche Salvatore Paone, primo cittadino di Maida, si accoda: «alla luce delle continue dichiarazioni di amministratori e sindaci che si sono succedute anche oggi, prendendo atto di una convocazione attesa che ancora tarda ad arrivare, mi corre l’obbligo di specificare che anche la città di Maida, come tutti gli altri comuni del comprensorio, non è mai stata coinvolta nella scelta del progetto di sgombero del campo rom di Scordovillo. Per essere chiaro: nessuna comunicazione ufficiale, nessuna comunicazione o contatto informale, nessuna richiesta di alcun tipo. Parliamo di fatto di un progetto, condotto dall’Aterp (edilizia territoriale pubblica), dalla Regione Calabria, dal comune capofila dell’ambito sociale e da altri enti, che in varie interviste giornalistiche e proclami continuano a parlare dei comuni del comprensorio come di un territorio al servizio di una decisione già presa, come la soluzione per risolvere il problema. Rispetto a questo modo irrispettoso di condurre la vicenda si troverà la mia e credo di poter dire la massima contrarietà di tutti i colleghi sindaci interessati».
Anche Paone sostiene che «si sta gestendo malissimo questa storia, proprio perché chi ha pensato di programmare senza prima sentire le esigenze e le problematiche territoriali, ha dimostrato finora carenza di sensibilità istituzionale e profonda mancanza di rispetto delle comunità che vivono nei comuni del comprensorio lametino, oltre a mancanza di rispetto delle stesse persone rom coinvolte. Peccato. Un errore di una gravità enorme dal punto di vista politico, amministrativo e sociale e che a questo punto non mancheremo di sottolineare e contrastare ad ogni livello».
Se i singoli Comuni non hanno potere decisionale sull’acquisto da parte di Aterp di abitazioni civili, secondo Paone «non si possono considerare i sindaci a giochi fatti. Proprio i sindaci che in ogni singola loro azione, ogni giorno e in qualsiasi situazione fanno del rispetto istituzionale e del confronto con gli altri enti la loro ragione principale di azione. Un modo di operare da parte di Aterp, Regione Calabria, dal Comune capofila dell’ambito sociale e degli altri enti coinvolti francamente inaccettabile che contrasterò e contrasteremo con tutte le forze, sul piano politico e, se sarà necessario, con tutte le forme civili di protesta. Un errore rispetto al quale spero chi di dovere si adopererà subito per porre rimedio, con parole di chiarezza e convocando immediatamente i sindaci dei comuni di tutto il comprensorio lametino coinvolti nella vicenda. Sarebbe stato di assoluto buon senso, prima di iniziare a parlare della problematica, dare voce ai territori e ai loro rappresentanti. Per esempio si sarebbe scoperto che in ogni singola comunità ci sono diverse famiglie residenti che aspettano da anni un alloggio di residenza pubblica. O ancora si sarebbe scoperto che la gran parte degli alloggi Aterp versa in una situazione di degrado manutentivo da terzo mondo. Mi auguro a questo punto che nei prossimi giorni i sindaci verranno convocati per dare la possibilità di spiegare l’impossibilità che quanto si sta programmando possa realizzarsi nelle realtà dei fatti».







