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L’inagibilità diffusa a mezzo pec e Agenda Urbana le azioni amministrative elogiate nel fine mandato dalla terna commissariale

Un documento di 59 pagine che ufficialmente si trova online dal 2 dicembre e redatto il 22 novembre, anche in questo caso fuori tempo massimo

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    Di GIANLUCA GAMBARDELLA
    Mentre la nuova amministrazione dovrà rispondere del caricamento dei propri dati, in una delle due sezioni amministrazione trasparente del Comune di Lamezia Terme (pre e post cambio di gestionale, che però non ha colmato alcune delle lacune esistenti) tra i dati della commissione straordinaria non compaiono quelli richiesti dalla norma sulla trasparenza, ma spunta invece la relazione di fine mandato. 
    Se altrove però la terna commissariale uscente ha relazione alla città tramite la stampa, Alecci, Fusaro e Colosimo si affidano ad un file firmato digitalmente di recap da convertire in pdf, continuando così con lo scarso feeling verso comunicazione, informatica e media. Un documento di 59 pagine che ufficialmente si trova online dal 2 dicembre e redatto il 22 novembre, nonostante la stessa ricordi che «in caso di scioglimento anticipato del Consiglio comunale o provinciale, la sottoscrizione della relazione e la certificazione da parte degli organi di controllo interno avvengono entro 20 giorni dal provvedimento di indizione delle elezioni e, nei 3 giorni successivi la relazione e la certificazione sono trasmesse dal presidente della provincia o dal sindaco alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti».
    Il primo dato è la certificazione della diminuzione della popolazione residente a Lamezia Terme (al 31 dicembre 2017 erano 70834, al 31 dicembre 2018 si è scesi a 70598) così come quella del personale, che andrà ancora a peggiorare nel corso del 2020, citando il piano del fabbisogno che però non è potuto essere approvato dalla commissione ministeriale non avendo la terna approvato i documenti necessari nei tempi previsti dalla legge.
    Nella lunga relazione tecnica si ammette che «per gli anni 2017 e 2018 non risulta il controllo di gestione, il controllo strategico ed il controllo di qualità», e si citano poi le situazioni finanziarie delle società partecipate che negli ultimi 2 anni non hanno mai avuto relazioni da parte dei nominati dal Comune, sebbene espressamente previste, dedicando maggiore attenzione alla Lamezia Multiservizi il cui bilancio 2018 è stato bocciato dal Comune ed attualmente vede una fase di concordato.
    Segue una lunga disamina dei dati aggiornati al consuntivo 2018, e solo nelle ultime 9 pagine si cita l’iter che ha portato l’arrivo della terna commissariale in via Perugini a fine novembre 2017, un parziale ritorno dall’amministrazione Mascaro a febbraio 2019 dopo il ricorso vinto al Tar (lasso di tempo in cui è stata approvata la nuova macrostruttura che la terna ha poi presentato come suo risultato) durato però meno di un mese su decisione del Consiglio di Stato.

    INAGIBILITA’ DIFFUSA A MEZZO PEC PROVA DEL RISANAMENTO DELL’AZIONE AMMINISTRATIVA
    La Commissione dichiarava di aver «continuato ad operare per il risanamento dell’amministrazione, adottando, con i poteri consiliari o di giunta, oltre 830 atti deliberativi e dando impulso ai diversi settori del Comune, con l’obiettivo precipuo di valorizzare la cultura della legalità, della trasparenza e dell’efficienza dell’azione amministrativa, anche al fine di scongiurare il ripetersi di condizionamenti ed ingerenze della criminalità organizzata. Proprio in questa direzione, pur con tutte le difficoltà derivanti da un contesto particolarmente complesso, in considerazione dei notevoli vincoli sia alle spese correnti sia agli investimenti, si è dato impulso ai settori dei lavori pubblici, della scuola, dei servizi sociali, del patrimonio, dell’urbanistica, dello sport e della cultura, nonché all’utilizzo dei fondi comunitari, statali e regionali».
    Dichiarazioni che per i lametini dopo fondi persi (tra documentazione non completa, bandi a cui non si è partecipato, mutui con il credito sportivo non firmati, etc), impianti sportivi e culturali chiusi “a mezzo pec” e senza ordinanze o chiarimenti, potrebbero suonare un po’ strane, ma l’organo di gestione straordinaria sostiene di aver «prioritariamente posto in essere una serie di adempimenti finalizzati ad eliminare le cause di inagibilità di tre stadi comunali e della piscina, di due teatri municipali e del palazzetto dello sport – che erano regolarmente utilizzati dalla cittadinanza – procedendo anche, per taluni di essi, all’aggiornamento catastale. Nel corso dell’ultimo semestre di gestione commissariale è stato dato un notevole impulso alle procedure amministrative relative all’agibilità delle menzionate strutture, pervenendosi, conseguentemente, al completamento delle iniziative avviate per consentire alla cittadinanza di usufruire, in condizioni di sicurezza, dei menzionati beni comunali».

    PER SCORDOVILLO CHIESTO L’INTERVENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE
    Se anche in questo caso non si cita nessun atto revocato poiché inficiato dalla criminalità organizzata, nel riepilogo trova spazio anche la questione campo rom di Scordovillo, dove risiedono «419 persone – cittadini italiani – suddivise in 99 nuclei familiari, come da rilevazione dell’Ufficio demografico comunale del mese di luglio 2019», annunciando che «tra le misure individuate è stata prevista la costruzione di alloggi, utilizzando le risorse previste dalle Strategie di Sviluppo Urbano Sostenibile – P.O.R. Calabria FESR FSE 2014 – 2020 (Agenda Urbana), la destinazione di unità immobiliari di proprietà comunale e di altre strutture da individuarsi con l’acquisizione di forme di finanziamento o di intervento. In tal senso, in considerazione delle limitate capacità finanziarie dell’Ente ed in ragione delle esigenze di risanamento ambientale dell’area in parola, è stato interessato il Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha manifestato la possibilità di intervento, ricorrendone i presupposti di legge, previa Ordinanza del Presidente della Regione Calabria. Conseguentemente, la scrivente Commissione ha rivolto formale e puntuale richiesta di attivazione della procedura per l’intervento operativo e finanziario da parte della Protezione Civile che possa definitivamente rimuovere le criticità surriferite».
    Di tutto ora si dovrà occupare la nuova amministrazione comunale, in una situazione burocratica amministrativa ancora più complessa, e dopo un mese dalla proclamazione del nuovo sindaco i primi segnali non sono del tutto incoraggianti.

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