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Bando regionale biblioteche, Lamezia si candiderà a 2 su 3 interventi. In forse la linea sugli archivi storici

Già presentata la domanda di conferma per il riconoscimento di Città che Legge

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    Mentre l’albo pretorio è offline da lunedì, l’assessore alla cultura Giorgia Gargano risponde a mezzo stampa alla mozione presentata dal consigliere comunale Rosario Piccioni, anticipando così l’effettivo compimento della procedura amministrativa in consiglio comunale.
    «Il Comune presenterà un primo progetto finalizzato all’implementazione di libri e infrastrutture della Biblioteca Comunale; progetto scritto facendo tesoro della professionalità e del lavoro sistematico e senza clamore, malgrado difficoltà logistiche e strutturali a tutti note, che tutti i giorni viene svolto dal personale comunale: dalla dirigente alla direttrice, dagli addetti ai custodi» spiega la Gargano in merito al bando regionale citato dal consigliere di Lamezia Bene Comune, «un secondo progetto, elaborato grazie anche alla disponibilità della dirigente scolastica e delle insegnanti dell’Istituto Comprensivo “Borrello Fiorentino” e con il sostegno della Direzione del Sistema Bibliotecario Lametino, proporrà l’apertura di una biblioteca-laboratorio per bambini presso la sede della scuola “Enrico Borrello”, mentre è già presente un bibliopoint -cioè una sezione della Biblioteca Comunale – presso la scuola Fiorentino grazie a una convenzione tra il Comune, il Sistema Bibliotecario e la Scuola». 
    La componente della giunta Mascaro sottolinea come «la proroga del bando ci ha infine permesso di avviare un lavoro sull’Archivio Storico di Lamezia Terme, finora mai oggetto di alcuna azione di riordino e di inventariazione: la collaborazione con la Soprintendenza Archivistica della Calabria, nella persona della Soprintendente Ada Arillotta, ci permetterà di procedere con criteri scientifici ad un lavoro complesso e articolato. Risultano ad oggi due fondi degli ex Comuni di Sambiase (1818-1968) e di Sant’Eufemia (1936-1969), un fondo dell’ex Comune di Nicastro (1862-1969), oltre al fondo del Comune di Lamezia Terme (1968-2000). Alcune serie ci vengono segnalate come probabilmente bisognose di un restauro conservativo (in particolare, i registri dell’antico catasto  dell’ex Comune di Sambiase, datati al 1818). Non siamo certi di poter accedere in tempo al bando, poiché è necessario che l’Archivio venga preliminarmente dotato di un Regolamento, che è in corso di elaborazione e dovrà essere approvato prima dalla Commissione Cultura e poi dal Consiglio Comunale. Indipendentemente dal bando, si tratta di uno dei lavori avviati in questo primo mese della Giunta Mascaro: un impegno necessario nella previsione di rendere disponibile uno dei grandi patrimoni di questa città, finora non adeguatamente valorizzato».
    Quanto alla partecipazione al bando per ottenere la qualifica di “Città che legge”, la Gargano ricorda che «Lamezia Terme è stata già dichiarata “Città che legge” nel 2017, prima fra tutte le grandi città della Calabria. Il riconoscimento è stato rinnovato nel 2018 e nel 2019 e, in forza di questo, il Comune ha potuto partecipare a un bando del CEPELL (Il Centro per il Libro e la Lettura, istituto autonomo del Ministero dei Beni Culturali e per il Turismo) ed è arrivato terzo nella graduatoria nazionale, ottenendo un finanziamento di 50.000 euro, che verrà attivato e verrà presentato alla città nel mese di febbraio, nel corso di un incontro pubblico con i rappresentanti nazionali del CEPELL e dell’ANCI. Il Sindaco di Lamezia, Paolo Mascaro, il 17 gennaio 2020 ha firmato e inoltrato la domanda per la riconferma del riconoscimento».
    L’assessore, citando anche le polemiche sul museo archeologico, lamenta che «sarebbe opportuno restituire attendibilità alle notizie che vengono pubblicate, in modo da animare un dibattito documentato, di alto profilo, scevro da logiche partigiane e volto unicamente al bene della nostra Lamezia Terme: in questa dimensione relazionale, chiunque potrà trovarmi sempre disponibile ad accogliere critiche e suggerimenti. La cultura e la conoscenza valgono solo se strumenti e veicoli di armonia, di condivisione, di prospettiva».
    Gli atti amministrativi sono però validi dopo la loro pubblicazione (sull’albo pretorio in primis), le mozioni ed interrogazioni servono proprio per aggiornare lo stato delle cose, ed il Comune ha troppo spesso in questo primo mese di attività optato per strategie di comunicazione via Facebook e non via canali media ufficiali mancando di strutture e personale, come in tanti altri settori.
    g.g.

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