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Molte le domande carenti di documentazione da integrare, sui buoni spesa si cerca di velocizzare l’erogazione

Correttivi in corsa da parte della giunta Mascaro impostando un minimo di 50 euro

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Correttivi in corsa da parte della giunta Mascaro per quanto riguarda i buoni spesa, il cui termine per presentare domanda è scaduto nella notte di mercoledì.

Nell’odierna delibera si rimarca «la presenza di un consistente numero di istanze non immediatamente accoglibili, poiché prive di dichiarazioni relative alla sussistenza dei requisiti richiesti per l’accesso al beneficio e/o caratterizzate da carenze documentali », le quali dovranno così essere integrate dilatando i tempi di erogazione del buono.

Altro aspetto è quello di alcuni nuclei familiari rientranti nella casistica dei percettori di redditi a diverso titolo, ovvero beneficiari di altre misure di sostegno pubblico, i quali «risultano ammessi alle misure alimentari urgenti per importi che, fino a concorrenza del valore di spesa per come determinato dall’ISTAT, sono da ritenersi irrisori ed esageratamente sottodimensionati rispetto al bisogno alimentare che comunque si intende soddisfare».

Le 1750 domande inviate attualmente troverebbero così copertura nei 619.486,36 euro inviati dalla Protezione Civile nazionale, con poi in aggiunta quanto versato dalle donazioni sull’apposito conto corrente e gli altri incentivi legati agli sconti effettuati dai rivenditori e l’aspetto della “spesa in sospeso” già in atto.

Per dare maggiore velocità all’erogazione dei buoni viene così deliberato che la stessa avverrà «secondo l’ordine di presentazione delle istanze, per come acquisite sul portale telematico all’uopo adoperato, fermo restando l’esito favorevole per ciascuna del relativo procedimento amministrativo», e che «le famiglie rientranti nella casistica dei percettori di redditi a diverso titolo ovvero beneficiari di altre misure di sostegno pubblico, siano risultate ammesse al beneficio per importi reputati irrisori (intendendosi per irrisori gli importi inferiori ad 50 euro), che il buono spesa sia da riconoscere nella misura minima di 50 euro».

In caso di ulteriore copertura finanziaria si potrà nuovamente iniziare il tutto, deliberando che «per ogni nucleo beneficiario, una volta soddisfatte tutte le richieste pervenute e ritenute ammissibili, fino alla concorrenza delle somme assegnate al Comune dall’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n°658 del 29 marzo 2020, potrà procedersi alla ripetizione dell’erogazione, fatte salve ulteriori e diverse indicazioni della Giunta comunale».

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