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Per Conte anche se a distanza e dietro le mascherine “ci meritiamo il sorriso dopo settimane di duri sacrifici”

Una serie di buone intenzioni, in alcuni casi neanche nuove, che però richiedono una maggioranza ampia e solida

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Torna la conferenza stampa all’aperto da parte del premier Giuseppe Conte, in occasione della riapertura dei confini regionali dopo il graduale venire meno delle misure restrittive avvenuto il 4 ed il 18 maggio, con altre aperture che dovrebbero avvenire dopo il 15 giugno.

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Conte parla dei dati sanitari rientrati in ambiti più rassicuranti, «ci meritiamo il sorriso dopo settimane di duri sacrifici», rimarca il presidente del Consiglio, «ma rimane necessario il distanziamento fisico e l’uso di mascherine dove necessario».

Conte incalza ricordando che «il virus non è scomparso», ma anche che l’Italia si riapre al turismo dall’estero (anche se non da tutti i paesi, né in senso inverso), riepilogando gli 80 miliardi di euro promessi come stanziamenti «per fronteggiare l’emergenza economica e sociale», anche se non mancano le proteste proprio su misure e tempi. Su tale aspetto Conte ammette che «stiamo lavorando per rendere più celeri le procedure in pagamento, ma dovranno essere solo l’inizio di un percorso di rilancio», citando i settori dello spettacolo, turismo, manifattura, artigianato, piccole aziende, tra quelle in affanno.

Sulle prossime manovre «si baserà la credibilità del sistema Italia», sostiene Conte, reputando innovazione, pagamenti elettronici, banda larga in tutto il paese, capitalizzare le filiere interne, rilanciare gli investimenti, migliorare le reti idriche ed energetiche, innovare l’offerta formativa tra scuola e università, accorciare i tempi della giustizia civile e penale «che sconsigliano gli investimenti esteri» con riforme organiche dei codici, alta velocità diretta anche dove non esistente.

Tutta una serie di buone intenzioni, in alcuni casi neanche nuove, che però richiedono una maggioranza ampia e solida, attualmente però non garantita, ed anche una riforma del sistema burocratico che a più riprese è stata annunciata.

Il premier si dice però ottimista, affidandosi ai progetti europei ma mantenendo scetticismo sul Mes, ed annunciando tavoli di confronto con le parti sociali e di categoria per le prossime settimane. Per il Sud si ci affida ancora alle promesse di assistenza, interventi infrastrutturali rinviando a data da definire il dibattito sul Ponte sullo Stretto, ed unità di intenti nazionali.

Sulle scuole si torna a garantire le riaperture a settembre, ma le responsabilità strutturali e logistiche passano agli istituti e gli enti locali.

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