“Nel 2019 disavanzo di amministrazione da 34.250.928,41 euro che peggiora il dato rispetto a quanto previsto”

Prima seduta di commissione incentrata sul bilancio consuntivo 2019 con l'assessore al bilancio Sandro Zaffina

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Prima seduta di commissione incentrata sul bilancio consuntivo 2019 con l’assessore al bilancio Sandro Zaffina, che in via Perugini è stato anche presidente del collegio dei revisori dei conti, a relazionare sui vari aspetti e, per certi versi, anticipare quanto sarà di attualità anche il mese prossimo.

Giugno e luglio saranno infatti mesi in cui, inevitabilmente, il consiglio comunale dovrà tornare a riunirsi viste le scadenze relative ai bilanci (consuntivo 2019, previsionale 2020-2022, ed altri allegati), ma sarà tempo di tirare le somme anche per le partecipate: il 22 giugno la Multiservizi approverà due bilanci (2018 e 2019) alla luce del concordato siglato a marzo che ha abbattuto al 10% la somma debitoria («senza il quale la società avrebbe probabilmente dichiarato fallimento», ammette il componente della giunta Mascaro), nella settimana successiva previsti gli appuntamenti contabili per Lameziaeuropa e Sacal.

Proprio sulla questione della società in house che per conto del Comune gestisce più servizio l’assessore al bilancio rimarca come durante la gestione commissariale «la mancata approvazione del consolidato entro settembre ha comportato le osservazioni dei revisori dei conti ed eventuali penalità, come il blocco delle possibili assunzioni», evenienza che si cercherà ora di evitare per poter partire da luglio ad avviare le procedure di mobilità ed ottenere nel frattempo il via libera dalla commissione ministeriale per le assunzioni inviando a Roma tutta la documentazione necessaria.

Nel mentre in vista del bilancio di previsione sono state approvate, approfittando delle misure varate per sostenere l’economia dopo il lockdown, la rinegoziazione dei mutui, l’anticipazione di liquidità con pagamenti entro 30 giorni delle fatture pendenti e relativo piano di ammortamento in 30 anni con rate a partire dal 2022.

Nel presente bisogna però fare i conti con la realtà, ovvero la complessa situazione finanziaria di un ente in piano di riequilibrio reduce da una gestione commissariale poco incline a rispettare termini e modi negli ultimi due anni di bilanci.

Primo scoglio è quello dei residui, tanto attivi (69.943.238,06 euro) che passivi (44.398.574,55 euro), ovvero quanto il Comune deve ancora incassare e quanto spendere rispetto alle previsioni. I problemi di accertamento emerge essere legati sia ai problemi gestionali onnipresenti (dipendenti andati in pensione e non sostituibili nel breve periodo, cambio software, etc) che ad eventuali responsabilità singole di enti pubblici, privati e cittadini.

«Ripulire le banche dati prima di inviare gli avvisi per evitare contestazioni successive o correttivi dovuti» è la proposta dell’assessore Zaffina, ma il tema della puntuale riscossione da migliorare è un leit motiv in via Perugini, comune per altro a diverse amministrazioni pubbliche.

I toni si fanno più preoccupati sommando la parte accantonata (62.113.756,46 euro) e fondi vincolati (1.757.213,84) certificati nel 2019, specie in relazione ai 55.618.006,02 euro di entrate, «aspetto che blocca la capacità di spesa del Comune per circa 2/3, con 34.250.928,41 euro come disavanzo di amministrazione che peggiora il dato rispetto a quanto previsto nei piani di rientro». Perché alla fine, che si parli di personale o tributi, di servizi o finanziamenti, i conti in qualche modo devono tornare e ci sono normative e regole da dover seguire.

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