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Sul documento sulla sanità lametina unanimità tra consiglio comunale e parlamentari lametini, poi si vedrà

Assenti esponenti della giunta Santelli,special guest sono i parlamentari Furgiuele e D'Ippolito, oltre al consigliere regionale Raso.

Anche il tema della sanità torna per l’ennesima volta in consiglio comunale, passaggio simbolico più che pragmatico essendo lo stesso non di competenza comunale ma regionale, se non fosse che attualmente è commissariata sia l’Asp di Catanzaro (che a dicembre avrebbe anche dichiarato dissesto) che il settore a livello regionale (con il generale Cotticelli a guidare la struttura).

Il documento redatto dalla terza commissione mette nero su bianco l’interlocuzione avuta con i vari comitati e soggetti locali, sperando in potenziamento e riapertura di reparti ed assistenza sul territorio, senza però nascondere che gli atti amministrativi dell’azienda sanitaria vanno in senso opposto tra piano triennale del fabbisogno che ha più pensionamenti che assunzioni, e nuovo piano dell’assistenza che si sofferma sul riequilibrare i posti riconosciuti nei 3 ambiti (Catanzaro, Soverato, Lamezia Terme).

Nella relazione del consigliere Nicotera si lamentano così i limiti del consultorio e dell’assistenza domiciliare, dei vari reparti ed uffici amministrativi, i mancati screening oncologici, carenze nei servizi di tutto il distretto, gli interventi strutturali previsti per l’ospedale di Soverato e non per Lamezia. Si chiede il riconoscimento di centro regionale Covid, o almeno la riapertura stabile dei reparti di malattie infettive e microbiologia, e l’accorpamento all’azienda sanitaria di Catanzaro attualmente ancora in embrione, tornando anche su temi già incanalati in altri campi come il centro regionale di neurogenetica (passato ad altra gestione rispetto all’Asp) ed il centro protesi Inail (con le attività del laboratorio già in essere, ma senza posti degenza).

Assenti esponenti della giunta Santelli, convocata in giornata a Catanzaro, special guest sono i parlamentari Furgiuele e D’Ippolito, oltre al consigliere regionale Raso.

L’ex sindaco di Gizzeria assicura il proprio impegno per potare il documento all’attenzione sia della presidente Santelli che alla giunta, oltre al neo dirigente di settore, sposando anche la causa di far accorpare l’ospedale di Lamezia Terme nel nuovo soggetto che dovrebbe essere l’azienda sanitaria di Catanzaro.

Per l’esponente dei 5 Stelle «i dati riportati sono una fotografia non contestabile della realtà, serve però un’analisi delle cause che hanno portato a questa situazione», andando così ad attaccare le gestioni precedenti, e reputando anche che «sul piano dei conti c’è una sottostima delle entrate e della distribuzione del fondo sanitario nazionale, perché la Calabria ed il Meridione si vedono riconosciuto molto meno di quanto necessario dal fabbisogno, ed in tal senso la battaglia deve essere trasversale a livello politico», dimostrando però scetticismo sull’accorpamento all’azienda di Catanzaro «perché maggiori danni son nati dalla nascita dell’Asp, con Lamezia che aveva ambizioni da hub da allora fermatesi».

Anche il parlamentare leghista parla di «gioco di squadra tra gli enti», trovandosi d’accordo con l’ipotesi di allargare tale metodologia anche su altri campi contando anche sull’assessore al bilancio lametino, anche se poi alle buone intenzioni bisognerà verificare la tenuta politica viste le posizioni diverse ai vari livelli degli esponenti chiamati in causa.

Di «segnali importanti» parla il sindaco Mascaro, soffermandosi su «migliore ripartizione dal livello nazionale a quello regionale delle risorse, che siano economiche ma anche strumentali come il caso degli immobili, con strutture disponibili a Lamezia Terme di proprietà dell’Asp che potrebbero sostituire quelle per cui si paga un fitto altrove». Il primo cittadino ricorda i passaggi avvenuti per aumentare le prestazioni del centro protesi Inail in collaborazione con l’Asp, reputando che il documento sia «una pietra miliare per una migliore sanità del lametino in ottica regionale» nel caso in cui però «da questo partano i necessari atti per dare risposte alle richieste del territorio».

Scontato così il voto unanime finale, sugli esiti ci sarà da attendere.