Ancora senza parere dei revisori dei conti, i primi atti del bilancio 2020 trovano una maggioranza divisa in commissione

Rubino e Nicotera si astengono sulle prime pratiche, ma la discussione generale in consiglio ad inizio settembre non è certa

Finite le ferie, tornano a riunirsi i consiglieri comunali in commissione con l’avvio della discussione del bilancio di previsione 2020-2022, che vedrà 3 sedute consecutive sul tema (da oggi a venerdì), ma non mancano gli imprevisti.

Nell’audizione offerta dall’assessore Sandro Zaffina emerge come il termine del 30 settembre per la discussione in consiglio comunale poteva essere ampiamente rispettato avendo la giunta approvato quanto di propria competenza ad inizio agosto, aggiornando lo strumento economico con anche gli stanziamenti arrivati a fine luglio, ma ad oggi ancora non è stato fornito il parere dei revisori dei conti (che aveva 10 giorni di tempo per esprimersi, termine scaduto il 20 agosto, mentre entro il 30 potranno presentare emendamenti i consiglieri), il che comprometterebbe anche l’ipotesi di una discussione in aula del bilancio nella prima settimana di settembre.

Da un recente incontro tra assessore e revisori è inoltre emerso che l’ultima verifica di cassa risaliva a marzo 2018, mentre permangono divergenze di opinioni tra le parti sui risvolti del concordato che ha coinvolto la Lamezia Multiservizi.

Entrando poi negli aspetti più peculiari del nuovo bilancio, la Tari 2020 lascia invariate le tariffe rispetto all’anno precedente con pagamento diviso in 3 rate (30 settembre, 30 novembre, 31 gennaio 2021, divise percentualmente in 30% – 30% – 40%, con anche una prima tolleranza sul pagamento in scadenza entro la fine del prossimo mese tenendo conto dei tempi necessari per l’invio da parte degli uffici), con 36 milioni di euro arretrati da incassare (anticipati dal Comune verso la Multiservizi, ma che per l’ente rimangono residui da dover avere dai cittadini) e l’apertura alla modifica entro la fine dell’anno di alcuni aspetti nel regolamento generale (vedi quota parte del nucleo familiare sulle seconde case).

Invariata anche la quota Irpef e l’Imu 2020, che assorbe anche la scomparsa Tasi mantenendo però il totale dei due tributi relativamente all’annualità pregressa, con per altro già scaduta la prima rata il 16 giugno.

Queste prime pratiche trovano così il voto contrario dell’opposizione e favorevole della maggioranza, non però compatta date le astensioni di Rubino e Nicotera.