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Obiettivo 65% di raccolta differenziata mensile entro fine anno, ma anche richiami al corretto conferimento da parte della Multiservizi foto

Lunedì riunione con i gestori dei locali in centro, correttivi in atto e copertura per San Pietro Lametino e Fronti

Passato il momento di chiusura in casa per il Covid-19, l’amministrazione comunale lametina aggiorna i propri dati relativi alla raccolta differenziata e rilancia gli ultimi aggiornamenti per i prossimi mesi, puntando al 65% mensile entro la fine dell’anno (il dato del 2020 sarà poi una media dei 12 mesi) che sarà raggiungibile solo con la dedizione da parte della cittadinanza.

Superata a luglio quota 57% per la raccolta differenziata dopo l’estensione della porta a porta anche in centro, il funzionario comunale Asnora Porcaro non nasconde che «ci sono difficoltà, anche segnalate dagli stessi cittadini, che ci hanno portato a valutare anche miglioramenti su sistemi già avviati. Stiamo ultimando il passaggio alla raccolta porta a porta anche nella zona di San Pietro Lametino, la cui presenza dei cassonetti comportava l’arrivo di rifiuti conferiti da altri comuni o da cittadini di passaggio. Con i mastelli per singola utenza abbiamo così fatto un passaggio in avanti anche per evitare problemi di questo tipo».

Prossimo passo sarà quello di «uniformare anche le zone avviate negli anni passati con i mastelli con codice a barre, così da avere un unico sistema entro la fine dell’anno su tutto il territorio», dando però anche in più la possibilità a 800 famiglie di richiedere una compostiera: «il bando che sarà pubblicato prevederà che ogni cittadino con a disposizione un’area verde potrà richiedere l’uso di una compostiera per eliminare il ritiro dell’umido. La gestione sarà verificata, ipotizzando in caso di corretto utilizzo una premialità sulla Tari dal 2021, poiché ridurre i conferimenti di organico ha un diretto risvolto sul piano economico generale».

Il controllo del conferimento dei rifiuti passerà ora anche al vaglio degli operatori della Multiservizi, che in caso di giorno o tipologia sbagliata di rifiuto nel mastello lasceranno un “cartellino” di avvertimento, prevedendo anche di intervenire sulle piccole o grandi discariche abusive. «Ricevute le segnalazioni di cittadini e polizia locale, la Multiservizi si è adoperata anche con mezzi pesanti per rimuovere quanto lasciato abusivamente, con costi quindi che si sono elevati perché non preventivati» ricorda la Porcaro, «in fase repressiva dovremmo a breve concludere l’acquisto di telecamere e fototrappole da posizionare in punti critici cittadini, potendo essere spostate di volta in volta. Abbiamo anche predisposto dei cartelli da affiggere nelle aree ripulite per segnalare gli interventi avvenuti ma anche eventuali controlli da parte degli agenti di polizia locale».

Il punto comune è che «senza la collaborazione dei cittadini il lavoro diventa però vano», specifica la Porcaro, «il che riguarda anche il rispetto dei corretti modi di conferimento e del calendario della porta a porta, perché la qualità della vita stessa dei cittadini dipende dal rispetto delle regole comuni».

Il tecnico Alessandro Vescio rimarca come «la strada verso il traguardo del 65% di raccolta differenziata entro fine anno è ben impostata, da gennaio a luglio abbiamo risparmiato 1.500 tonnellate di indifferenziato con circa 300.000 euro in meno per il bilancio comunale», reputando che «da settembre avremo il passaggio dal vecchio sistema a quello nuovo nelle aree avviate inizialmente per la porta a porta, ed inoltre dopo San Pietro Lametino entro fine anno il nuovo sistema di raccolta dovrebbe essere completato anche a Fronti».

La Multiservizi fa ogni giorno circa 27.000 ritiri domiciliari, «per questo abbiamo operato per un’opera di sensibilizzazione dell’utente con cartellini che aiutino a capire eventuali errori nei conferimenti con mancato ritiro» spiega Vescio, «altro aspetto è quello dei condomini in cui più utenti son chiamati a dover rispettare la differenziazione dei rifiuti, emettendo “avvisi” per segnalare anomalie riscontrate».

Per quanto riguarda le compostiere saranno 800 le famiglie coinvolte, «ognuna delle quali sarà individuata tramite bando che si baserà su criteri come il numero di componenti della famiglia (punteggio maggiore in base al numero di componenti), la disponibilità di uno spazio verde (punteggio che sale a secondo della metratura), disponibilità di essere monitorati e controllati almeno annualmente sull’uso effettivo della compostiera (perché la quantità di compost prodotto va nel conto generale comunale, sebbene lo stesso rimanga come prodotto a disposizione del nucleo familiare) che sostituirà il mastello dell’organico».

L’assessore all’ambiente, Francesco Dattilo, si appella così alla cittadinanza: «il 90% dei casi di mancato ritiro o di conferimenti sbagliati va in capo all’utente, che a suo volta incide però sul servizio di tutta la comunità. Ci sono i casi in cui si ci pone il problema su come gestire al meglio il rifiuto, e la crescita di attenzione in tal senso è un buon segnale, di contro però non si può non condannare chi non vuole adeguarsi continuando ad abbandonare i rifiuti sul territorio o in modo indifferenziato anche in centro, arrivando a casi limite come la spazzatura gettata nell’alveo dei torrenti».

Il sindaco Paolo Mascaro non nasconde che «un primo problema è quello culturale, tra chi predica bene e razzola male, da chi si lamenta di spiaggia o mare sporco ma poi sa di aver buttato di tutto nei fiumi o lasciato spazzatura lungo qualche strada», ma anche che «siamo passati dal 35% di marzo al 57% a luglio di raccolta differenziata mensile, mentre il contesto regionale è di grave crisi nella gestione dei rifiuti».

Sugli aspetti che non sono ancora funzionali il primo cittadino reputa che «fatto il grosso si possono passare in rassegna i dettagli, ma anche adeguare allo stesso sistema tutta la città», sottolineando che «esistono associazioni, come Lamezia Rifiuti Zero, che sono nostri partner per aiutarci ad informare al meglio e chiarire ogni aspetto di questo settore. Proprio anche per questo una volta a regime l’attività repressiva dovrà essere ineluttabile, anche per arrivare all’obiettivo del non dipendere più da discariche, e con soddisfazione posso dire che anche la progettazione della bonifica in località Bagni sta procedendo a ritmo sostenuto».

Proprio i lavori avviata nella seconda vasca della discarica di località Stretto, ed eventuale terza, son però un nodo di polemica verso via Perugini. «Abbiamo ereditato un piano regionale di gestione dei rifiuti che prevede determinati impianti a servizio di ogni Ato, quindi nella provincia di Catanzaro ci sono impianti di lavorazione e discariche, quindi a servizio degli utenti della provincia», ricorda Mascaro, «il nostro lavoro è quello di arrivare ad usare il meno possibile le discariche e sempre di più gli impianti, ma in località Stretto andrà ora come dopo solo lo scarto di lavorazione che è trattato nell’impianto di San Pietro Lametino. La linea dell’assessore regionale all’ambiente è la stessa che stiamo seguendo noi, ma il percorso ha tempi e modi stabiliti dalla legge contro ogni possibile inquinamento ambientale».

Sulla gestione futura dipenderà così anche dall’efficienza della raccolta differenziata: «la terza vasca, proposta arrivata ed approvata prima della nostra rielezione, potrebbe non essere necessaria se tutti in provincia seguiranno lo stesso impegno. La progettazione è in carico alla Regione, ma ci opporremo ad usi diversi da quello del ciclo controllato attualmente previsto».

Si passa poi infine a questioni più locali, come la gestione dei mastelli dei locali in centro e quella logistica nelle due aree mercatali contestata di recente. «Ci sarà una riunione lunedì con i gestori dei locali, con ipotesi di aumento dei giorni o modalità di ritiro», annuncia così il primo cittadino, mentre sull’aspetto logistico del lavoro interviene Vescio sottolineando che «il trasbordo da mezzi più piccoli ad uno più grande evita di effettuare troppi viaggi per l’isola ecologica, ma attualmente abbiamo trovato una soluzione diversa».

Sulle isole ecologiche temporanee itineranti si parla di «idea non abbandonata», ma si spinge sull’impianto di contrada Rotoli «al momento sottoutilizzato rispetto ai servizi a chiamata, ingolfati ora per l’eccessiva richiesta post Covid» rimarca la Porcaro.