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Passa la proposta di cittadinanza onoraria per Liliana Segre, si cerca di riaprire le 3 delegazioni comunali

Da risolvere la mancanza di personale e strutture da rimettere in sesto

Rosario Piccioni propone di conferire di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, con Giancarlo Nicotera ed auspicare che la stessa avvenga alla presenza delle scuole, e Ruggero Pegna ad assicurarsi che la motivazione si leghi alla storia lametina e che la senatrice stessa sia presente. Proposta che passa così all’unanimità dei 17 presenti.

Sulle delegazioni comunali da mantenere e non chiudere Giancarlo Nicotera chiede di trovare soluzioni sia di stabili che di rotazione del personale per permettere la prosecuzione dei servizi nei 3 ex comuni.

Davide Mastroianni rimarca come «non tutti e 3 gli immobili hanno inagibilità strutturale, ma solo documentale come avvenuto anche per questa stessa sala in cui noi stiamo tenendo il consiglio comunale. La richiesta è quella di andare incontro sia agli utenti, perché non tutti possono recarsi qui in via Perugini o fare file, ma anche agli stessi dipendenti che si trovano a fare la spola tra Nicastro e Sambiase dove risiedono gli archivi per alcuni servizi».

Antonio Lorena invita a valutare di rendere fruibili gli stessi spazi anche per eventi culturali, sfruttando le ex sali consiliari di Sambiase e Nicastro, guardando al futuro l’ipotesi di inserire anche stanze per gli agenti della polizia locale più prossimi al territorio.

Aquila Villella sottolinea l’aspetto politico che la mozione arrivi dalla maggioranza, sposando l’ipotesi di aprire le delegazioni a turno due giorni a settimana sfruttando anche il calendario dei mercati rionali per scegliere le date.

Ruggero Pegna sottolinea come la sede di via Perugini sia equidistante da Nicastro e Sambiase ma le delegazioni comunali abbiano un valore di prossimità, Pietro Gallo punta il dito contro le lunghe file che si formano fuori dalla sede centrale mentre in precedenza non succedeva con le delegazioni comunali, sostenendo che non esistano motivi di inagibilità strutturale.

Tutti favorevoli, ma ad oggi le delegazioni rimangono chiuse per mancanza di personale e strutture da rimettere in sesto (finanziamenti sono previsti in Agenda Urbana, finanziamenti che cita solo il sindaco).

Anche lo stesso primo cittadino ammette che «una città di 162 mq, quasi tutti abitati, ha la necessità di avere presidi di prossimità. Tramite Agenda Urbana ed il piano di assunzioni dovremmo tornare ad aprire tutto come prima, ma servirà del tempo», andando poi a reputare che «anche il chilometraggio riconosciuto dalla Regione potrebbe crescere, sfruttando anche la nascita dell’aula bunker nell’area industriale e dall’avvio delle attività del centro protesi Inail o della fondazione Dulbecco».