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Tari 2021 più cara per cittadini ed attività, pagamento anche per le case senza occupanti

Pagamento in 4 rate, con scadenze al 30 giugno, 31 luglio, 30 settembre, 31 ottobre. Aumento del 3% per le utenze non domestiche

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Entro fine mese andrebbe approvato sia il bilancio di previsione 2021, che il consuntivo 2020, ma non è improbabile che qualche altre proroga arrivi, la terna commissariale che guida il Comune di Lamezia Terme continua nell’opera di deliberazione di atti amministrativi che compongono lo strumento economico finanziario di via Perugini.

Dopo il nuovo regolamento approvato il mese scorso (entro il 30 aprile si potranno presentare le domande di agevolazione o riduzione e la dichiarazione di scelta di non avvalersi del servizio pubblico di raccolta), in merito alla Tari 2021 arrivano dalla terna commissariale anche le aliquote per l’anno in corso, stabilendo in 4 il numero di rate pagabili: 30 giugno (prima rata o versamento in unica soluzione), 31 luglio (seconda rata), 30 settembre (terza rata), 31 ottobre.

Per riscuotere i 11.753.204,37 euro preventivati come costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti le aliquote saranno come da prassi differenti tra privati cittadini ed utenze commerciali.

Le tarrife

Per le utenze domestiche le due parti (fissa €/mq – variabile €/anno) vedono:

  • 0 componenti 0,505 – 0,00
  • 1 componente 0,372 – 147,06
  • 2 componenti 0,432 – 214,94
  • 3 componenti 0,469 – 260,19
  • 4 componenti 0,501 – 303,18
  • 5 componenti 0,505 – 316,75
  • 6 o più componenti 0,487 – 362,00

Esordisce il pagamento di un costo fisso anche per case non abitate, diminuendo l’aliquota fissa (calcolata sui metri quadrati dell’abitazione) ma aumentando quella variabile (che invece è un costo anno unitario) in modo variabile a seconda del nucleo familiare dichiarato.

Il confronto su una casa da 100 mq vede così dal 2019, 2020 e 2021 un pagamento in euro di:

  • 0 componenti 0 – 0 – 53,06
  • 1 componente 197,75 – 189,46 – 193,49
  • 2 componenti 272,58 – 259,98 – 271,03
  • 3 componenti 319,48 – 305,29 – 322,40
  • 4 componenti 356,37 – 347,87 – 370,92
  • 5 componenti 372,55 – 360,34 – 385,65
  • 6 o più componenti 406,42 – 396,08 – 431,24

Per le utenze non domestiche le tariffe/mq sono aumentate di circa il 3% rispetto allo scorso anno:

  • musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto 2,06
  • cinematografi e teatri 1,54
  • autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta 1,46
  • campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi 2,45
  • stabilimenti balneari 1,95
  • esposizioni, autosaloni 1,89
  • alberghi con ristorante 4,66
  • alberghi senza ristorante 3,56
  • case di cura e riposo 3,60
  • ospedale 4,72
  • uffici, agenzie 3,86
  • banche ed istituti di eredito 2,60
  • negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta, e altri beni durevoli 3,71
  • edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze 4,95
  • negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato 3,00
  • banchi di mercato beni durevoli 5,50 (utenze giornaliere 7,16)
  • attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista 4,95
  • attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista 3,42
  • carrozzeria, autofficina, elettrauto 4,54
  • attività industriali con capannoni di produzione 3,09
  • attività artigianali di produzione beni specifici 3,04
  • ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, mense, pub, birrerie 14,62 (utenze giornaliere 20,48)
  • mense, birrerie, amburgherie 10,89
  • bar, caffè, pasticceria 10,33 (utenze giornaliere 14,05)
  • supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari 8,05
  • plurilicenze alimentari e/o miste 8,08
  • ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio 16,83
  • ipermercati di generi misti 8,99
  • banchi di mercato genere alimentari 13,47 (utenze giornaliere 18,56)
  • discoteche, night-club 6,30

Per l’anno 2021, in applicazione del nuovo Regolamento Tari, l’ammontare delle riduzioni finanziate attraverso entrate proprie del bilancio del Comune sono stimate in 127.172,58 euro (coprendo le richieste di pensionati, invalidità l.104/92, famiglia numerosa), mentre le riduzioni poste a carico della generalità delle utenze sono stimate in 83.284,40 euro (residenti fuori regione, iscritto Aire, rifiuti speciali).

I conti che non tornano

Non manca nella relazione anche una nota polemica in merito al calcolo del tributo tra enti. «Nel PTE 2021 è stato stimato un costo complessivo a carico del Comune per le attività CTS + CTR di 3.500.000 euro, tenendo conto che per quanto riguarda il CTR restano a carico del comune solo i costi relativi alla FORD e degli sfalci d’erba, mentre al trattamento e recupero delle altre frazioni provvede direttamente il gestore e il relativo costo è compreso nella voce CRD», si spiega, «successivamente all’approvazione del PTE 2021 l’ATO di Catanzaro ha trasmesso la sua stima dei costi a carico dei Comuni per le attività di smaltimento dei rifiuti e di trattamento FORD e Sfalci. Per il Comune di Lamezia Terme l’ATO Catanzaro ha previsto un costo complessivo di 4.241.020,33 euro, sicuramente non realistico in quanto basato sul quantitativo di rifiuti e sulla percentuale di raccolta differenziata riferiti all’anno 2019, mentre il calcolo andava fatto sulla base dei dati consolidati dell’anno precedente, quindi del 2020. I dati consolidati per l’anno 2020 sono di molto variati, essendo diminuita la quantità di rifiuti indifferenziati smaltiti ed essendo aumentata la percentuale di raccolta differenziata».

Spazio anche all’ipotesi di “tariffe pesate” sulla reale produzione di rifiuti, reputando che «il ricorso a coefficienti presuntivi è dovuto al fatto che le attuali modalità di conferimento dei rifiuti al servizio di raccolta e smaltimento non consentono ancora di misurare con precisione l’apporto delle utenze non domestiche, separatamente da quello delle utenze domestiche, e misurazioni puntuali porterebbero a significativi aumenti dei costi, rispetto a quelli storicamente applicati, per le utenze non domestiche».

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