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La Regione autorizza di cambiare l’accesso all’ex opificio, però da anni occupato abusivamente

Si approva la richiesta giunta da proprietari dei terreni vicini.

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La Regione interviene sull’ex opificio di località Bellafemmina, ma non per ristabilirne una legittima gestione.

Il bene costruito alla fine degli anni sessanta ma ormai in disuso, infatti, dopo essere stato iscritto annualmente tra quelli che sarebbero dovuti essere andati all’asta poiché alienabili (il passaggio dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ed il Demanio alla Regione era avvenuto nel 2004), era tornato al centro delle cronache locali per l’interessamento del consigliere comunale Giancarlo Nicotera: ascoltato in Procura a giugno 2019, lo stesso insieme ai carabinieri della locale stazione aveva effettuato, non senza difficoltà, un sopralluogo ad ottobre 2019 trovando però lo stabile occupato abusivamente da un uomo che ne aveva stabilito anche proprio domicilio per vicende legate alla giustizia, con evidenti tracce di attività non autorizzate o lecite (auto e moto smontate, rifiuti speciali, indici di attività sessuali, etc) e vari ostacoli lungo la strada di accesso atti a scoraggiare il transito.

Ex opificio in degrado ma in vendita per la Regione

Nell’ultimo anno e mezzo, causa anche pandemia, non sono giunte notizie di ulteriori passaggi in avanti sulla situazione in atto, e l’11 febbraio è la data dell’ultima chiamata in Regione da parte del consigliere attualmente sospeso senza però avere ragguagli di ulteriori sviluppi né da parte delle autorità inquirenti né dalla Cittadella.

Il 3 maggio, con atto pubblicato sul Burc del 21 maggio, la giunta regionale ha deliberato la sostituzione della strada di accesso all’immobile regionale, non citando l’attuale occupazione abusiva ma la richiesta giunta da proprietari dei terreni vicini.

La delibera specifica infatti che «il collegamento del cancello di ingresso alla strada principale è assicurato da una stradella in terra battuta della lunghezza di circa 300 ml insistente nella proprietà limitrofa, oggi ascritta ai F.lli Gerace», e già il 10 dicembre l’architetto Maria Teresa Morano, per conto della società di autotrasporti, «ha inoltrato proposta di modifica al tracciato della strada di accesso all’opificio in quanto, allo stato attuale, la stessa costituisce elemento di divisione della proprietà, tale da comprometterne un possibile impiego per l’attività aziendale».

Il 31 marzo 2021 si avviene ad una proposta alternativa, prevedendo che la società privata «previa acquisizione delle prescritte autorizzazioni di legge, dovrà farsi carico di tutti gli oneri per la realizzazione del nuovo accesso alla proprietà Regionale, realizzando una strada in terra battuta carrabile di adeguata larghezza (almeno l,4 ml) da consentire il transito di mezzi pesanti e su cui la Regione vanterà la servitù di passaggio carrabile, nonché di ogni onere relativo alla stipula del contratto e alla successiva trascrizione nei registri immobiliari del diritto di passaggio carrabile».

Il nuovo tracciato secondo la delibera «rappresenta per la Regione una soluzione migliorativa rispetto all’esistente in quanto costituisce un rapido collegamento con l’arteria principale gestita dall’Anas», dichiarando la volontà di rinunciare «al passaggio attuale allorquando il nuovo tracciato sarà stato realizzato e giudicato idoneo allo scopo, dalle competenti strutture regionali».

Il tutto per un bene occupato abusivamente, in disuso, di cui la Regione dovrebbe liberarsi come intenzione da anni e per il quale prosegue un sostanziale disinteresse.

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