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Aumento di capitale in Sacal approvato dal consiglio regionale, tra settembre e novembre il passaggio sulle quote non opzionate

L'impegno per le casse regionali sarà inizialmente di 927.421,60 euro

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Approvato a maggioranza dal consiglio regionale (si registrano i voti di astensione dei consiglieri Di Natale e Anastasi) l’aumento di capitale sociale della società aeroportuale calabrese, come già previsto da parte della Regione ad inizio mese nell’assemblea dei soci, ma le quote non opzionate dagli altri enti pubblici dovranno successivamente passare da altri passaggi.

L’impegno per le casse regionali sarà inizialmente di 927.421,60 euro, con allocazione al Programma U.10.04 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2021-2023, con di conseguenza la cancellazione dei 250.000 euro a valere sullo stanziamento previsto all’art.8, comma 8, della legge regionale 30 aprile 2020, n.2, (attività di promozione previste nell’ambito del progetto “Il cammino basiliano – Un Cammino d’Oriente in Occidente”) e 677.421,60 a valere sullo stanziamento previsto all’art.5, comma 1, della legge regionale 17 novembre 2017, n. 44 (nuove autorizzazioni di spesa bilancio di previsione 2017-2019).

Nell’assemblea dei soci Sacal del 5 luglio era stato deliberato di aumentare il capitale sociale a pagamento di 10.000.331,00 euro «mediante emissione di 19.343 azioni ordinarie, ciascuna del valore nominale di 517 euro, da offrirsi a tutti gli aventi diritto, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2441 codice civile, in proporzione al numero di azioni già possedute e da liberarsi in denaro, con versamento di un importo pari al 100%».

Entro il 30 luglio i vari soci avrebbero dovuto così sottoscrivere l’aumento di capitale per quanto relativo alla percentuale di quote possedute, mentre il 30 settembre scadrà il diritto di opzione sulle azioni non sottoscritte dagli aventi diritto ed il 4 novembre la sottoscrizione delle azioni (per statuto non meno di 1/5 del capitale sociale deve essere riservato alla parte pubblica).

Nella stessa seduta assembleare, secondo la relazione allegata alla proposta di delibera del consiglio regionale, il Presidente del Collegio Sindacale ha esortato gli azionisti «a votare a favore dell’aumento di capitale sociale con mezzi propri dal momento che in difetto si dovrà procedere allo scioglimento con messa in liquidazione della società ovvero al ricorso di diversa proceduta ove applicabile», e si sostiene che «la situazione di difficoltà deriva dalle perdite di esercizio negli anni 2020 e 2021, per effetto della crisi pandemica, che ha visto nel 2020 una riduzione del traffico aereo di passeggeri in misura del 72,5%. La società in precedenza, con riferimento ai risultati di esercizio del precedente triennio, presentava risultati positivi con trend crescente: anno 2019: € 1.027.089,00; anno 2018: € 777.674,00; anno 2017: € 48.824,00».

In aula ai dubbi sulla gestione di Sacal per quanto riguarda gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, si è contrapposto il Presidente della Giunta regionale, Antonio Spirlì: «l’approvazione della norma rappresenta un’esigenza ed una grande occasione. I problemi scaturiscono dalla crisi pandemica. Il pericolo era rappresentato dalla messa in liquidazione della società. L’iter di approvazione dell’aumento del capitale permetterà di mantenere la maggioranza pubblica e rappresenta anche un’occasione. Successivamente si valuteranno ulteriori investimenti. Cantieri per 60 milioni di euro interesseranno i tre aeroporti calabresi. Il presidente della Sacal ha già affrontato il piano strategico e tra qualche giorno saranno coinvolti nella discussione i soggetti interessati perchè nessuna parte del territorio abbia a patire le dimenticanze registrate in passato».

Unico rappresentante del lametino, il consigliere Pietro Raso si dice «conscio dell’importanza della Sacal e di come la gestione degli aeroorti sia fondamentale per lo sviluppo economico e turistico della Regione. La Regione deve impegnarsi per continuare ad essere attore e non spettatore. Necessario intervenire per conoscere il piano industriale e le motivazioni del mancato utilizzo del personale stagionale, da tanti segnalato».

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