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Il Comune pronto a chiamare in causa la ditta che non ha realizzato il parcheggio interrato in Piazza della Repubblica

Il 29 aprile è stata inviata una diffida e messa in mora, senza alcun riscontro da parte del destinatario CAEC -Consorzio Artigiano Edile Comiso

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Nei “cassetti comunali” la terna commissariale ritrova il progetto del 2013 relativo al parcheggio interrato in piazza della Repubblica, un’opera privata da 9.000.000 di euro che prevedeva la costruzione e gestione dell’opera a cura del concessionario il quale si ripagava, per 30 anni, coi proventi delle tariffe di parcheggio. Il Consorzio Artigiano Edile Comiso (CAEC), unica azienda ad avere presentato manifestazione d’interesse (in precedenza esecutrice del restyling di Piazza Mazzini e Piazza Santa Maria Maggiore), aveva previsto 264 posti auto (126 al 1° piano interrato, 126 al 2°, 12 al 3°) di cui 6 per disabili (3 al 1°, 3 al 2°).  In più, al 3°piano seminterrato erano collocati 68 box auto di cui 3 per disabili.  La copertura del parcheggio avrebbe costituito lo spazio della nuova piazza pedonale, su un’area di circa 5.000 metri quadrati, da realizzare a cura dell’aggiudicatario della concessione.

Nel 2014 era stata ritenuta una prima volta efficace l’aggiudicazione dell’affidamento dell’opera, l’anno successivo con il passaggio dall’amministrazione Speranza a quella Mascaro era emerso un forte scetticismo verso l’opera sia da parte degli organi di indirizzo politico che dei residenti ed esercenti della zona. Il nuovo sindaco aveva inoltre revocato l’estensione delle strisce blu private nelle zone attigue a Piazza della Repubblica, richiesta al predecessore ed ottenuta dal consorzio privato con la motivazione di dover rientrare dall’investimento di un’opera ancora non iniziata.

Anche la quinta commissione scettica sui lavori legati al parcheggio sotterraneo in Piazza della Repubblica

Mercoledì sulla vicenda è tornata la terna commissariale in qualità di sostituta della giunta, rimarcando l’iter seguito e che il 18 settembre 2017 «il contratto è stato stipulato con il numero di Repertorio 35 di pari data; in adempimento del medesimo, la ditta era tenuta alla presentazione della progettazione definitiva, della progettazione esecutiva e della realizzazione dell’opera con gestione in concessione a seguito di realizzazione; il CAEC – Consorzio Artigiano Edile Comiso-società cooperativa, nonostante reiterati inviti non ha proceduto agli adempimenti successivi alla stipulazione del contratto, né ha riscontrato in alcun modo le richieste formulate dall’Amministrazione».

Il 29 aprile 2021 da via Perugini è stata inviata una diffida e messa in mora, senza alcun riscontro da parte del destinatario CAEC -Consorzio Artigiano Edile Comiso soc.tà coop.

Secondo i commissari «l’inerzia ed il pervicace rifiuto del CAEC ha prodotto rilevanti danni all’Amministrazione, impedendo la realizzazione di un’opera di rilevante importanza per la città’ di Lamezia Terme programmata a suo tempo dall’Ente, in ragione del preminente interesse pubblico e per il quale l’Ente ha oltretutto investito per la realizzazione di opere connesse e complementari».

Si è così deliberato che «il Settore Tecnico dell’Amministrazione proceda nell’immediato ad incamerare la cauzione a garanzia del contratto a suo tempo stipulato, verificando che la somma escussa sia consona per consentire la realizzazione dell’opera» e «di affidare apposito mandato all’UOA Avvocatura perché proceda con la richiesta formale di risarcimento danni, innanzi alla magistratura competente».

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