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Per cercare di tamponare i vuoti di personale il Comune opziona anche i pensionati di altre pubbliche amministrazioni

Si valuta l'unica strada percorribile, ovvero quella di incarichi esterni gratuiti annuali con massimo 300 euro di rimborso spese mensile

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Si corre il rischio anche per il 2021 che non arrivi l’approvazione da parte della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali del “Piano triennale del fabbisogno di personale e piano occupazionale”, dati i tempi stretti tra il bilancio consolidato 2020 da dover approvare tra giunta e consiglio comunale entro fine mese e tutta la documentazione da inviare a Roma per essere valutata. Già lo scorso anno si arrivò ad un nulla di fatto a dicembre, con la commissione a reputare di non avere abbastanza tempo per valutare la documentazione inviata da via Perugini già da settembre. Tutto ciò ha comportato per il Comune, nonostante la significativa carenza organica, l’impossibilità di procedere all’assunzione di personale, e così venerdì la giunta Mascaro ha deliberato di cercare di intraprendere l’unica strada al momento concessa per dare qualche tentativo di soccorso agli uffici di via Perugini.

Ravvisata «la necessità di individuare soluzioni alternative idonee a garantire la funzionalità dei Settori, delle UOA e dei Servizi/Uffici dell’Ente e la continuità delle attività e delle funzioni tipiche dell’Ente che rischiano di essere compromesse, oltre che dalla carenza di personale, dalla perdita delle conoscenze e delle abilità operative necessarie per svolgere determinate attività lavorative», si valuta così l’unica strada percorribile, ovvero quella di incarichi esterni gratuiti annuali per pensionati.

Nello specifico di «conferire incarichi gratuiti per la collaborazione temporanea ed a titolo gratuito da instaurare su base volontaria con personale proveniente da altre amministrazioni pubbliche, già collocato in quiescenza», prevedendo «il solo rimborso delle spese documentate inerenti il servizio svolto, con particolare riferimento alle spese di viaggio per soggetti residenti fuori dal territorio comunale e di vitto entro il valore nominale del buono pasto riconosciuto al personale comunale, e comunque nel limite massimo di 300 euro al mese».

Tale proposta in precedenza era stata vagliata anche per il personale andato in pensione nello stesso Comune lametino, ma con poche adesioni giunte alla fine.

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