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Botti vietati a Capodanno nel territorio comunale lametino

Prevista l'applicazione di una sanzione di importo compreso da 25 a 500 euro, il sequestro del materiale pirotecnico utilizzato o illecitamente detenuto

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Botti vietati a Capodanno nel territorio comunale lametino. Pubblicata oggi l’ordinanza del sindaco Mascaro che nello specifico vieta domani ed il 1 gennaio «a chiunque e a qualsiasi titolo su tutte le aree pubbliche ed aperte al pubblico del territorio comunale, di accendere, sparare, lanciare e fare uso di fuochi artificiali, giocattoli pirici da libera vendita e materie esplodenti in genere», aggiungendo il «divieto, di accensione, lancio e sparo di fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, bombette e oggetti similari».

L’atto amministrativo sottolinea che «le Forze di Polizia hanno la facoltà di allontanare dalle eventuali aree interessate da festeggiamenti; funzioni religiose; mercatini; o comunque da aree affollate chiunque sia sorpreso recare con sé alcuna delle materie sopra descritte», prevedendo «l’intensificazione da parte della Polizia Locale dei controlli finalizzati al rispetto del presente provvedimento».

Mentre prosegue la vendita sia all’aperto che in alcuni negozi, l’ordinanza prevede «l’applicazione di una sanzione di importo compreso da 25 a 500 euro, il sequestro del materiale pirotecnico utilizzato o illecitamente detenuto», rimarcando come «è diffusa la consuetudine di festeggiare effettuando l’accensione e il lancio di fuochi pirotecnici, lo sparo di petardi, lo scoppio di mortaretti e di razzi pirotecnici di vario genere che comportano il disturbo della quiete pubblica e il danneggiamento di arredi urbani, con gli ovvi riflessi sotto l’aspetto della sicurezza delle persone» e che «tale pratica provoca altresì effetti traumatici anche sugli animali che, per effetto del rumore provocato dalle esplosioni, spesso in sequenza, possono riportare gravi conseguenze cardiache o possono costituire pericolo per le persone e la circolazione, stante le reazioni incontrollate dovute all’effetto panico».

Si aggiunge che «allo stato della crisi pandemica necessario evitare intasamenti e intraprendere iniziative finalizzate alla prevenzione ed al contrasto dalla diffusione del contagio da Covid-19 anche in relazione alle situazioni che configurano possibili rischi di sovraccarico delle strutture sanitarie, e in particolare del Pronto Soccorso».

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