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Servizio tributi esternalizzato come indirizzo solo nella fase di riscossione coattiva

Sandro Zaffina, assessore comunale al ramo del bilancio, precisa in commissione consiliare come l'attuale amministrazione non vorrà proseguire con l'indirizzo della terna commissariale

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«Non ci sono esperienze esaltanti sull’esternalizzazione totale del settore tributi comunale». Sandro Zaffina, assessore comunale al ramo del bilancio, precisa in commissione consiliare come l’attuale amministrazione non vorrà proseguire con l’indirizzo della terna commissariale, però allargando all’esterno alcune delle fasi (4 quelle previste tra riscossione volontaria, verifica dati, accertamento, riscossione coattiva che coinvolgono operatori diversi potenzialmente) come quella del supporto all’ufficio tributi dovendo anche differenziare il lavoro tra Tari ed Imu (i cui dati di anagrafe sono uguali, ma con presupposti diversi di applicazione).

Attualmente il servizio riscossione è stimato fino a 70 milioni di euro nel triennio, con quindi servizio che dovrebbe andare in gara per circa 5 milioni dovendo fare una procedura a livello europeo, ma il cambiamento del servizio in apparso difficoltà sarà inevitabile tra carenza di personale (3 dipendenti all’ufficio tributi, circa 700 pec in arretrato da dover gestire), circa 5.000 notifiche non effettuate (destinatari sconosciuti, non ricevute, etc), crediti di dubbia esigibilità, affidamento esterno già effettuato tramite Agenzia delle Entrate che ha avuto altri problemi e risultati sotto le aspettative.

Nel nuovo affidamento più competenze si darebbero all’agenzia incaricata più sarebbe alta la percentuale da dover riconoscere, e quindi su questo aspetto l’assessore ha precisato come primo step quello di dover ripulire la banca dati comunale (record che sarebbero quelli su cui dovrebbe lavorare anche la nuova concessione) per poter incrociare i dati noti al Comune (servizi pubblici, utenze, etc) evitando errori segnalati dagli utenti.

Dall’opposizione la Cittadino contesta a Poste il mancato riscontro dell’effettiva irreperibilità dei 5.000 atti non notificati, bacchettando però anche l’amministrazione comunale per il mancato atteggiamento di verifica del pieno rispetto dell’affidamento del servizio.

«L’interesse non è quello di aumentare le riscossioni coattive, ma quello di armonizzare il procedimento nell’interesse sia dell’ente che dei cittadini», rassicura il componente della giunta Mascaro, esplorando i casi più ricorsivi riscontrati dovuti sia a programmi interni non allineati al meglio (casi che hanno colpito anche i consiglieri comunali) che le differenze tra l’istituzione delle situazioni di ruolo e notifica.

Come indirizzo probabile all’esterno dovrebbero andare così la fase della riscossione coattiva (gara europea tra gli iscritti all’albo ministeriale), mantenendo nelle competenze del Comune la fase di front office e prime notifiche (due solleciti).

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