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Non ancora partecipato ma il bilancio di previsione 2022-2024 trova disco verde in consiglio comunale

La pratica passa con i 13 voti favorevoli della maggioranza ed 8 astenuti nell'opposizione.

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Non ancora partecipato, come auspicherebbe negli interventi qualcuno, ma il bilancio di previsione 2022-2024 trova disco verde nel consiglio comunale lametino.

Con una prima nuova conformazione della sala consiliare (postazioni di maggioranza ed opposizione rialzate sfruttando le pedane “importate” dall’aula di Corso Numistrano, ancora da montare e cablare i banchi degli organi di indirizzo politico) intorno alle 11, con quindi circa un’ora di ritardo rispetto all’orario previsto inizialmente, il consiglio comunale principia con il ricordo da parte del presidente del consiglio comunale di Gina Nicastri, recentemente scomparsa.

LA RELAZIONE

Deciso di effettuare un’unica discussione su bilancio di previsione e relativi allegati per il 2022 (Imu, Irpef, piano alienazioni, lavori pubblici, Dup), Sandro Zaffina, assessore al ramo, delinea gli aspetti più tecnici e normativi legati allo strumento economico.

Approvato nel consiglio comunale precedente quanto dovuto per la Tari, vengono confermate le aliquote Irpef (0,80% con soglia di esenzione a 6.000 euro, prevedendo un gettito trai 4.228.632 ed i 5.168.330 euro) ed Imu (0,6% per le abitazioni non principali, 0,1% per fabbricati rurali strumentali, 1,06% per terreni agricoli, altri immobili e gruppo catastale D) già vigenti lo scorso anno, ed anche il piano delle alienazioni vede 33 sui 35 punti già previsti nell’anno prima (ceduti tre lotti nell’area Api, compare di diverso il lotto 18 nell’area Rotoli), con Zaffina poi a passare ai vari capitoli che tra entrate ed uscite compongono il bilancio di previsione (in totale il pareggio è fissato a 321.832.998,47 per il 2022, 151.212.050,29 per il 2023, 104.745.584,58 per il 2024).

Il risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre 2021 è di 40.495.510,41 euro, con 96.596.136,16 euro come parte accantonata e 3.740.094,20 vincolata per tali ragioni non spendibili in altro modo, a fronte di 1.781.014,70 destinato ad investimenti.

LA DISCUSSIONE

Antonio Lorena riepiloga le votazioni avute in commissione (favorevoli i consiglieri di maggioranza, astenuti quelli di opposizione) sui vari punti, rimarcando «l’auspicio che il rigore amministrativo e gli ulteriori fondi in arrivo possano aumentare il potere di spesa dell’ente» ed i fondi già ottenuti su varie opere pubbliche che avranno però anche passaggi fuori da via Perugini (Invitalia, Mepa, Cuc, progettazione esterna).

Ruggero Pegna ritiene che «la nostra posizione va vista come alternativa e non solo di opposizione» e per tale ragione «se da un lato avrei spinto di più sugli investimenti per il territorio, dall’altro capisco che serva la capacità di equilibrio per non eccedere nell’indebitamento. L’invito è però non fermarsi all’ordinario ma sfruttare ogni finanziamento possibile».

Lucia Cittadino rivendica «il ruolo non di mera spettatrice ma di pungolo, perché l’amministrazione possa fare ancor di più. Il bilancio è ambizioso, poteva esserlo ancora di più ma capisco i motivi della cautela amministrativa su alcuni punti».

Rosario Piccioni fa un ragionamento politico ricordando il ruolo di Sandro Zaffina in precedenti amministrazioni come eletto in qualità di presidente del collegio dei revisori conti, rammentando il mancato bilancio partecipato, «che sebbene più volte annunciato non è mai stato realmente effettuato. Mi auguro che nei prossimi anni si possa procedere su quella strada», e proiettando l’attenzione «sul tema della riscossione, che rimane un punto delicato» con l’ulteriore esternalizzazione del servizio ancora non completata.

Aquila Villella loda l’apertura al confronto dell’assessore al bilancio, sottolineando che «l’approvazione del bilancio, dietro i numeri, vede anche atti importanti come la possibilità di chiedere l’avvio delle nuove assunzioni» ma anche che «a fronte di vari finanziamenti ottenuti serve un controllo effettivo affinché tutto venga realizzato nei tempi previsti».

Annalisa Spinelli reputa che «il bilancio sia frutto di un dibattito vivace e produttivo anche in commissione, l’approvazione dello stesso potrà superare alcuni blocchi su determinate attività comunali, sperando possa anche favorire le assunzioni per avere le giuste risorse umane».

Matteo Folino sostiene che «si sarebbero potuto sostenere meglio le attività commerciali, colpite dalle norme covid» e nell’elencare gli immobili citati nel piano delle alienazioni si richiede «un aggiornamento diverso rispetto al riproporre solo quanto non messo in vendita l’anno precedente. Questo comporta anche valori di vendita previsti non adeguati al mercato». Altra osservazione è sugli oltre 2 milioni di euro previsti nel piano degli acquisti per esternalizzare le attività del servizio tributi, «perché servirebbe chiarire meglio cosa andremo a prevedere, così come per altre voci», andando poi ad esprimere perplessità sugli impegni di spesa legati al settore sociale e di riqualificazione territoriale.

Pino Zaffina cita il nuovo corso Sacal e della Calabria Film Commission «auspicando di avere la possibilità di confrontarci con il nuovo amministratore in questa sede», rimarcando gli aspetti ritenuti nel bilancio «che ha una valenza più tecnica che politica», auspicando così un’approvazione compatta dai due fronti in aula «per arrivare entro fine mandato all’eliminazione del piano di riequilibrio».

Per Mimmo Gianturco «è un bilancio di sopravvivenza, non sappiamo come e quanto investire ed alcune zone sono scoperte da interventi», lamentando l’assenza di tempo e modi per poter presentare emendamenti su atti amministrativi emanati tra febbraio ed aprile ma poi si invoca il bilancio partecipato.

Il sindaco Paolo Mascaro tiene a precisare come «Lamezia Terme è tra i Comuni più attivi nell’intercettare i fondi del Pnrr e non solo, abbiamo progetti e finanziamenti su tutte le zone della città abbracciando diversi ambiti», sostenendo che «anche dall’opposizione sono giunte proposte per il territorio che il Comune ha appoggiato, l’amministrazione non è di sopravvivenza ma di equilibrio e rigore sull’ambito finanziario, avendo però vari progetti di rilancio di un’area centrale per la Calabria». Il primo cittadino rassicura poi che tra i fondi europei in arrivo interventi saranno previsti sia per l’area sociale che quella della riqualificazione territoriale (alcuni comporteranno anche la necessità di aggiungere punti al piano triennale delle opere pubbliche), così come le stime dei beni alienabili sarebbero rivedibili in fase di vendita, collegando l’auspicio dell’uscita dal piano di riequilibrio con la possibilità di rivedere le aliquote pagate dai cittadini.

La pratica passa con i 13 voti favorevoli della maggioranza ed 8 astenuti nell’opposizione.

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