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“A piazza Mazzini, nella tragicità della vicenda, grande miracolo della solidarietà”

L'assessore ai servizi sociali, Teresa Bambara, chiarisce l'ambito di intervento che ha riguardato un senzatetto con problemi di salute ma restio

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In merito alla vicenda del clochard assistito in Piazza Mazzini, le cui foto sono state diffuse a mezzo stampa e sui canali social (in questo secondo caso non badando troppo alla dignità dello stesso), l’assessore ai servizi sociali, Teresa Bambara, chiarisce l’ambito di intervento.

«Mesi fa i Servizi Sociali, venuti a conoscenza di una situazione di fragilità del signor Bianchi (nome di fantasia, nb), si sono attivati per inquadrarne la problematica al fine di predisporre un programma di intervento finalizzato, nei limiti del possibile, a rendere meno marginale l’esistenza di questa persona. Il programma avrebbe previsto anche il coinvolgimento dell’ASP e di soggetti del Terzo Settore» spiega la componente della giunta comunale, «il tentativo, ripetutosi nel corso del tempo, non ha trovato però, da parte del clochard, uno spirito collaborativo. Egli infatti, nel corso dei mesi invernali, ha preferito dormire nella giostrina collocata nella piazza Mazzini, suo luogo di ritrovo, anziché appunto, accettare l’aiuto offertogli, di dormire presso una struttura dedicata».

L’analisi della Bambara continua sottolineando che «quando poi, giorni fa, la situazione si è aggravata anche da un punto di vista sanitario, l’amministrazione comunale quotidianamente è intervenuta per cercare di supportare il senzatetto. Più volte è stato sollecitato l’intervento del 118, che ha però preso atto della non volontà del sig. Bianchi di salire sull’ambulanza per essere accompagnato con urgenza al Pronto Soccorso per le cure del caso. L’Amministrazione Comunale, tramite l’Ufficio competente, accertata la grave situazione, ha inoltrato ai vari soggetti competenti, specifiche note allegando una dettagliata relazione sulla situazione del sig. Bianchi, sollecitandone il supporto».

Negli ultimi giorni ulteriori passi in avanti: «vi è stato poi il fattivo e volontario intervento di alcuni cittadini, che hanno concretamente curato le ferite che il sig. Bianchi presentava e presenta ancora, agli arti inferiori e, questa mattina, ad opera di persone che frequentano Piazza Mazzini si è verificato un evento di solidarietà spontanea molto importante, consistente in un intervento di igiene generale del clochard. Nel contempo, sperando che il signor Bianchi potesse cambiare idea, l’Amministrazione comunale ha contattato vari attori del Terzo Settore, tra cui la Caritas, anche direttamente nella persona del suo Presidente che è riuscito nell’intento di accompagnarlo al Pronto Soccorso».

La Bambara per tale motivazioni reputa che «come Amministrazione siamo soddisfatti che finalmente il sig. Bianchi si trovi nel luogo deputato ad essere curato, e siamo altresì soddisfatti che l’integrazione tra pubblico (Comune) e Privato sociale/Terzo Settore ( in questo caso Caritas) abbia creato le premesse per un adeguato intervento terapeutico. Siamo altresì convinti, che situazioni del genere debbano essere affrontate con programmi di natura socio/sanitaria dove i vari attori, Comune tramite i Servizi alla Persona, ASP tramite i diversi Dipartimenti, Terzo Settore tramite associazioni, cooperative, ecc., mettano insieme le proprie competenze, risorse e ricchezze per trovare modalità d’intervento finalizzate a favorire il benessere della “Persona”, soprattutto di quelle più emarginate. A piazza Mazzini, nella tragicità della vicenda, tutti noi abbiamo potuto assistere al grande miracolo della solidarietà, grazie al gesto degli “amici della piazza” e allo sguardo amorevole di tutta la cittadinanza».

Sui social però si lamenta il degrado della situazione, tra chi invoca maggiori controlli, chi una chiusura della piazza, ed altri che se la prendono con chi è costretto a dormire sulle panchine non avendo altri giacigli contestando la scena di degrado. In via Perugini a gennaio il dirigente della polizia locale aveva illustrato le azioni limitate che l’attuale composizione del corpo poteva affrontare, sperando in controlli interforze che dovrebbero però vedere in campo la regia sovracomunale.

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